Il Tirreno

Nadef: Misiani (Pd), 'debole e fragile, il governo s’è accorciato coperta da solo'

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Roma, 11 ott. (Adnkronos) - "Il Pd vota contro la Nadef e contro lo scostamento di bilancio perché siamo di fronte a una Nadef debole e fragile, scritta sulla sabbia e lo scostamento di bilancio viene richiesto al Parlamento per i motivi sbagliati. Per mesi gli stessi esponenti del governo che oggi hanno perso la parola, visto che non hanno degnato di replica né alla Camera né al Senato, ci hanno raccontato che l’economia italiana andava bene, meglio del resto d’Europa, poi a Cernobbio Giorgetti ha suonato il contrordine e ha detto che l’economia si è fermata e la coperta è corta. Non bisognava essere laureati ad Harvard per capire che l’inflazione, i tassi di interesse e l’incertezza geopolitica avrebbero pesato. Il problema è che il governo ci ha messo del suo, la coperta se l’è accorciata un po’ da solo". Lo ha detto nell’aula del Senato Antonio Misiani, responsabile nazionale economia del Pd. "La Nadef – ha continuato il senatore dem – è scritta sulla sabbia per almeno tre motivi. Primo: la crescita prevista dell’1,2% è molto più di quanto prevedano gli osservatori internazionali. Secondo: il governo prevede dalle privatizzazioni 20 miliardi di euro decisivi, ma noi ci chiediamo da dove prenderanno questi soldi che sono il triplo di quanto ottenuto nell’ultimo decennio, visto che sta compiendo scelte contraddittorie. Terzo: gli elementi di rischio, basta un ulteriore aumento dei tassi per sballare i conti, pensiamo alle tensioni geopolitiche, pensiamo al Pnrr. Il Def stimava due terzi della crescita provenissero dal Pnrr. Sono in ritardo e se la situazione non viene sbloccata anche la crescita modesta andrà a farsi benedire. Sono questi i fattori del nervosismo dei mercati e dell’aumento dello spread, non i complotti internazionali". "Il cuore di questa manovra è la richiesta di scostamento di bilancio molto rilevante. Ma per fare cosa? Il taglio del cuneo fiscale è una scelta che condividiamo, peccato che venga fatta in deficit e per un solo anno. La spesa pubblica passa dal 6,6% del Pil al 6,2%, solo per recuperare ci vorrebbero 7 miliardi in più di cui non c’è traccia. La riforma fiscale è iniqua e inadeguata, noi l’abbiamo contrastata perché non prevede niente di buono per i 18 milioni di contribuenti con redditi bassi che avrebbero più bisogno. La prossima legge di bilancio sarà il banco di prova per la realtà immaginaria di un governo che ha fatto molta propaganda e ora fa i conti con la realtà di un’Italia che si è fermata", ha concluso Misiani.

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