Il Tirreno

Mo: politica unita a sostegno Israele nel suo 11 settembre, chiesta informativa Tajani a Camera

3 MINUTI DI LETTURA





Roma, 9 ott. (Adnkronos) - La condanna del terrorismo, il sostegno e la vicinanza a Israele in quel che appare il : dal mondo della politica italiana, specialmente dal governo e dalla presidentessa del Consiglio, Giorgia Meloni, ma anche dalle forze di opposizione, sono state queste le parole che hanno accompagnato fin da subito le notizie che arrivavano, e arrivano tuttora, da Israele, sotto violento attacco del gruppo terroristico di Hamas. Il governo italiano "condanna con la massima fermezza il terrore e la violenza contro civili innocenti in corso. Il terrore non prevarrà mai. Sosteniamo il diritto di Israele a difendersi", ha assicurato palazzo Chigi. Ma esattamente cosa intende fare l'esecutivo? Questa è la domanda che in apertura di seduta alla Camera, Lia Quartapelle, deputata del Partito democratico, ha posto al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, perché oltre alla condanna degli attentati, si vuole anche capire come evitare "un'escalation devastante e favorire qualsiasi tentativo di mediazione", dice l'esponente dem, chiedendo un'informativa di Tajani alla Camera, cui si sono associati Paolo Pulciani, di Fratelli d'Italia, e Andrea Quartini, del Movimento 5 stelle. Delle prime risposte sono arrivate in parte dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, che, in una lettera al Foglio, ha spiegato che sin dal primo sta lavorando per "fermare l’escalation. Con altrettanta attenzione e scrupolo sto monitorando, insieme ai massimi vertici operativi della Difesa, oltre che in continua coordinazione con il Maeci, l’evoluzione della situazione del quadro mediorientale anche nella parte meridionale del Libano dove, da decenni, è in via di svolgimento la missione Unifil", ma anche dalla stessa premier, che dopo aver sentito, nella giornata di ieri, il presidente israeliano, Benjamin Netanyahu, oggi ha avuto una conversazione telefonica con il primo ministro della Repubblica libanese, Najib Mikati. (Adnkronos) - Non solo, però, perché anche lo stesso titolare della Farnesina, prima in un'intervista al Corriere della Sera, poi in un collegamento con Rtl, ha parlato di una situazione che "richiama paradossalmente la necessità di riportare il processo di pace al centro dell’attenzione internazionale. Siamo pronti a lavorare per favorire il raffreddamento delle tensioni, come già ottenuto a inizio anno con le intese di Aqaba e Sharm el-Sheikh, e la successiva ripresa di una prospettiva politica", iniziate a partire da colloqui telefonici con il ministro degli Esteri israeliano, egiziano e giordano. "Mercoledì - ha annunciato Tajani - sarò in visita ufficiale in Egitto per incontrare il presidente Al-Sisi. Contiamo molto sull’Arabia Saudita, sulla Giordania e sull’Egitto, quest’ultimo ha canali di comunicazione efficaci con Hamas, affinché possano compiere un’opera di mediazione", il problema, però, ha sottolineato è che ''Hamas non vuole nessun tipo di dialogo'', ma anzi, "vuole allontanare tutto il mondo arabo e musulmano da Israele e accendere lo scontro pensando di avere il sostegno dell'Iran'' anche se ''non abbiamo prove del sostegno iraniano''. Per arrivare presto a una de-escalation, per Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e parlamentare dell'Alleanza Verdi e Sinistra, "la soluzione a lungo termine deve necessariamente passare attraverso la creazione di due Stati e due popoli: Israele e Palestina. Ma per arrivarci, è fondamentale che la comunità internazionale torni a occuparsi attivamente della questione palestinese, senza lasciare spazio all'odio e alla polarizzazione armata che stiamo vedendo crescere in varie parti del mondo".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web