Il dolore
Russia: Khodorkovskij, 'Putin ora è più debole, una rivolta per cacciarlo'
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Londra, 6 ott. (Adnkronos) - "Serve una rivolta armata. Le proteste pacifiche non cambieranno mai niente. Putin è molto più debole di quanto ci vogliono far credere la propaganda del Cremlino o i suoi discorsi. Il golpe di Prigozhin ha dimostrato quanto molle fosse il suo ventre, tra i militari, nei servizi e nella popolazione di Rostov. Non credete alle sue minacce nucleari: se avesse voluto, avrebbe già sganciato un’atomica su Kiev e ordinato il genocidio degli ucraini. Non ha scrupoli. Ma non lo fa perché altrimenti avrebbe tutta la Nato e soprattutto la Cina contro: sarebbe la sua fine. E non credete che a Putin possa succedere un leader ancora più pericoloso. Lui è già il peggio". Sono le parole dell'ex oligarca e dissidente russo Mikhail Khodorkovskij in un'intervista a Repubblica. "Non credete all''enorme consenso' di Putin, come dice il Cremlino - prosegue l'autore del libro appena uscito con l'editore Polity 'How Do You Slay a Dragon?' (ovvero, 'come uccidere il dragone', in riferimento al presidente russo), - Se, magari con il sostegno di pezzi dell’esercito, iniziasse una rivolta popolare armata che non si fermi a pochi metri dal palazzo di Lukashenko come in Bielorussia perché senza armi, Putin avrebbe i giorni contati. Penso a gruppi che si ispirano ai vecchi 'bolscevichi' o un fronte ancora più ampio. Difficile dire ora come, ma vedremo. Solo così la Russia potrebbe tornare sulla strada della democrazia dopo la chance persa nel 1993". Preoccupato per lo stop del Congresso Usa ai fondi all’Ucraina o per la vittoria di Fico in Slovacchia o per il tentennamento dell’Italia su nuove armi a Kiev o, ancora, per il possibile ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca? "Tutto ciò mi preoccupa molto - risponde Khodorkovskij - Da sempre, Putin si ciba di guerre per rimanere al potere, o quando si sente minacciato. Stavolta, nel caso dell’Ucraina, ha commesso un madornale errore strategico. Ma non dovete illudervi come ha fatto la Germania di Scholz: un appeasement o una pace affrettata gli darà il tempo di riorganizzarsi, riarmarsi grazie alla sua economia di guerra e tornare alla carica molto presto. Se nel frattempo l’Occidente non sosterrà più l’Ucraina, l’Europa si ritroverà la guerra in casa in un paio di anni. Per lo stesso motivo, credo che anche uno come Trump capirà che non potrà mollare la presa". "Una pace arriverà solo con una 'rivoluzione' prima a Mosca", conclude, avvertendo che "se cade Putin, tutti gli asset degli oligarchi verranno nazionalizzati. Gli oligarchi saranno gli ultimi a mollarlo. La rivolta deve essere popolare, e qui l’Europa commette un grave errore- Noto sempre una forte russofobia nei miei viaggi europei. È controproducente. Come i bombardamenti ucraini in Russia, ciò fa serrare i ranghi a Putin, solidifica la sua narrativa, aumenta le reclute. Mentre oggi, secondo sondaggi semi-governativi, solo il 10-15% dei russi giustifica il combattimento al fronte. Kiev in Europa avrebbe molto più sostegno finanziario. L’ingresso nell’Alleanza atlantica invece mi pare rischioso e politicamente impossibile: nessuno lo vuole davvero".
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