Il Tirreno

Napolitano: Massolo (Ispi), 'uomo consapevole del valore di europeismo alto'

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Milano, 22 set. (Adnkronos) - "Quella di Giorgio Napolitano con l’Ispi è stata una relazione lunga, non certo iniziata l'1 aprile 2015 quando venne proclamato presidente onorario dell’Istituto. A suo modo, si trattò allora ad un tempo di un punto d’arrivo e di ripartenza. E del resto era inevitabile l’incontro con l’Istituto di un uomo consapevole in sommo grado delle forze profonde che muovono le relazioni internazionali, dei collegamenti inestricabili e dei reciproci condizionamenti tra dimensione esterna e interna della vita degli Stati, del valore di un europeismo alto, ideale, ma non scisso dal pragmatismo e dall'efficacia imposti dalle attese dei cittadini, della necessità di promuovere con ogni mezzo la cultura e la sensibilità, si potrebbe dire il gusto, della politica estera specie nelle opinioni pubbliche più avvedute e nei giovani". Così il presidente dell'Ispi, Giampiero Massolo, in una nota. "Un incontro -sottolinea Massolo- che si sviluppò con naturalezza nell'arco di molti anni, a partire dal 2000 quando Giorgio Napolitano prese parte da parlamentare europeo al progetto Ispi-Dgap-Ifri che anticipava il testo di una possibile Costituzione europea ancor prima della Convenzione sul futuro dell'Europa. Penso che si sentisse, in un certo senso, naturalmente di casa all’Ispi, dove avvertiva condivisi quei convincimenti, preoccupazioni, premure, quelle stesse consapevolezze che ispiravano la sua visione del mondo e dell’Europa, così come del ruolo importante, talvolta da noi stessi sottovalutato, che in essi spetta all'Italia. Seguiva, partecipava alle attività dell’Istituto di pari passo con lo sviluppo della sua vita politica sempre più intrecciata con l’esercizio di importantissimi incarichi istituzionali, fino al supremo magistero della Repubblica". "Ancora vivo è il ricordo, in particolare, della sua presenza a Palazzo Clerici, come Capo dello Stato, nel febbraio 2013 per le celebrazioni dell’80esimo anniversario della costituzione dell’Istituto e della modernità di visione alla quale volle improntare il suo intervento, dedicato all'Italia nella politica internazionale, che vedeva ancorata saldamente ai tradizionali valori europei e atlantici, ma aperta al mondo e alle nuove realtà emergenti e in rapido sviluppo -prosegue il presidente dell'Ispi-. Da presidente onorario, non volle mai limitarsi ad un ruolo protocollare e simbolico. Lo testimonia anche la sua presenza a molte nostre iniziative. Un simbolo, un vanto lo era eccome per l’Istituto e anche un accredito internazionale fuori del comune: spesso bastava citarne il nome e il ruolo da noi, per essere subito guardati con occhi diversi e rispettosi. Gliene eravamo grati. Ma il suo vero contributo era ben altro: fatto di attenzione costante, di suggerimenti mai di circostanza, di presenza attiva, anche a Palazzo Clerici: come non rimanere toccati dalla sua partecipazione personale alla consegna del Premio Ispi al Presidente Gentiloni nel febbraio 2018? A mancarci non sarà dunque solo un emblema, un fregio, per quanto prestigioso e importante. Sarà piuttosto una visione, un consiglio, in definitiva un uomo e il suo entusiasmo, mai affievolito con il passare degli anni, di esserci e di testimoniare. A lui -conclude Massolo- il grato e deferente saluto di tutte le donne e gli uomini del suo Ispi".

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di Redazione web