Il Tirreno

Migranti: Della Vedova, 'caos anche perché Meloni ostaggio di Ungheria e Polonia'

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Roma, 14 set. (Adnkronos) - “Essendo stato al governo per tanti anni negli ultimi dieci, ho scolpite nella mente tutte le parole di Giorgia Meloni sull’immigrazione. Tutte le accuse ciniche, populiste e propagandistiche contro i governi che si sono succeduti per gli sbarchi, per gli arrivi, sulla sostituzione etnica, sul blocco navale. Una propaganda cinica e cattiva. Noi non la attaccheremo perché con lei al Governo gli sbarchi raddoppiano, ma perché credo che stia commettendo un errore strategico, cioè occuparsi dei confini esterni - tema che necessità di una strategia europea e tempi lunghi - e non della redistribuzione interna, secondo il principio ‘ciascuno fa gli interessi della propria nazione’, riferendosi a Orban e alla Polonia”. Lo ha detto a Coffee Break su La 7 il deputato di Più Europa Benedetto Della Vedova. “Meloni si illude di fermare le partenze con il memorandum sulla Tunisia, che era evidente fosse destinato a fallire, perché non si investe su un autocrate come fattore di stabilità e Saied si sta già dimostrando un fattore di instabilità ed eventualmente di ricatto continuo. Meloni invece avrebbe dovuto insistere su una politica europea di accoglienza e di redistribuizione, che non riguarda tanto Francia e Germania che già fanno un lavoro straordinario, ma che riguarda tutti gli altri Paesi. Ma non lo ha fatto perché sarebbe dovuta entrare in rotta di collisione con i suoi alleati ungheresi e polacchi”, ha concluso.

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