Il Tirreno

Difesa: Perego (Fi), 'investire non è una spesa, è bene per il Paese'

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Roma, 2 set. (Adnkronos) - "I piani nazionali per la spesa della difesa prevedono che l'Italia raggiungerà come investimenti nel settore nel 2023 la quota dell'1,46% del Pil, questo rende evidente come siamo ancora molto lontani dal 2%, quota che per la Nato gli alleati dovrebbero investire con continuità e parametro che in futuro sarà la base di partenza per le esigenze dell'Alleanza". Lo afferma Matteo Perego di Cremnago, sottosegretario alla Difesa ed esponente di Forza Italia. "Per questo - spiega - dobbiamo investire di più, per la Nato e per un Europa con una difesa più efficace, quanto riportato dal ministro Tajani a Cernobbio, ovvero l’importanza di escludere le spese militari dal patto di stabilità e crescita, concetto espresso ripetutamente anche dal ministro Crosetto, è il percorso più logico. Le spese militari al 2% del Pil rimangono una condizione per far parte della Nato e non si può pensare di lasciare l’Alleanza, la libertà del Paese, la sua sicurezza, la sua difesa hanno un costo, quello che si investe in questo settore ritorna in modo esponenziale in termini di difesa dei nostri interessi nazionali oltreché di occupazione e ricadute nel tessuto produttivo economico nazionale". "Verso il 2% del Pil per la difesa c’è stata un’ampia convergenza parlamentare già dalla precedente legislatura con l’approvazione di un’ordine del giorno in tal senso, per questo ci si dovrebbe aspettare anche dall’opposizione una posizione coerente e in continuità rispetto agli impegni presi", conclude Perego.

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