Toscana
Russia: voci sul 'mercante di morte' Viktor Bout a guida Wagner su mandato di Putin
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Roma, 26 ago. -(Adnkronos) - A Mosca negli ambienti vicini all'intelligence circolano voci che Viktor Bout avrebbe avuto da Putin il mandato di guidare la milizia privata Wagner dopo la morte del fondatore Yevgeny Prigozhin in un misterioso incidente aereo. A riportare le indiscrezioni e' Igor Sushko, un analista che dall'inizio dell'invasione dell'Ucraina ha diffuso - grazie a credibili contatti con i servizi di sicurezza FSB - una serie di 'lettere' che evidenziavano le divisioni e l'impreparazione dei vertici russi. Se confermata, la scelta di Viktor Bout, per tutti il 'mercante di morte', indicherebbe una importante svolta nella gestione della Wagner. Bout, infatti, è stato oggetto di uno scambio gestito direttamente dal Cremlino dopo l'arresto pretestuoso della cestista americana Brittney Griner, condannata a 9 anni di reclusione a Mosca per possesso di stupefacenti. La mossa - che pose fine a 12 anni di detenzione del mercante di armi - evidenzio' l'importanza di Bout per il Cremlino: l'uomo peraltro nelle scorse settimane è stato indicato come possibile candidato per il partito ultranazionalista Liberal-Democratico nele elezioni dell'Assemblea legislativa nella regione di Ulyanovsk, nella Russia centrale. Arrestato nel 2008, Bout - un passato nel Kgb e nell'esercito russo - era già noto a livello globale per il suo 'contributo' ad alimentare guerre civili in tutto il mondo con la fornitura di armi sofisticate frutto di connessioni 'importanti' sviluppate prima sotto le armi quindi nei turbolenti anni post-Urss. Tagiko di nascita, Bout - alla cui 'carriera' era stato ispirato un film con Nicholas Cage - era stato arrestato dalla Drug Enforcement Administration al termine di una operazione che aveva attraversato tre continenti. Estradato negli Stati Uniti nel 2010 era stato condannato a 25 anni di carcere. A confermare il suo 'status' le parole di Michael Braun, ex capo delle operazioni della Drug Enforcement Administration statunitense, nel 2010: "Viktor Bout, ai miei occhi, è uno degli uomini più pericolosi sulla faccia della Terra".
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