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Salario minimo: Fenu (M5s), 'Renzi e suo Pd artefici precarietà e povertà lavorativa in Italia'
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Roma, 24 ago. (Adnkronos) - "Oggi il senatore Renzi, in un editoriale pubblicato sul quotidiano da lui diretto, cerca di rispondere alla seguente domanda: 'come si combatte davvero la povertà?'. Domanda importante e assolutamente attuale, a cui avrei aggiunto un altro interrogativo, prodromico: 'come si alimenta la povertà e in particolare la povertà lavorativa?'. Si alimenta con il lavoro precario che costringe i lavoratori ad accettare condizioni di lavoro peggiori e induce le imprese a licenziare più facilmente nel tentativo (legittimo dal loro punto di vista) di trovare lavoratori e contratti più a buon mercato. Tutto questo alimenta a sua volta una concorrenza al ribasso sui salari. Ecco come si alimentano il lavoro povero e la povertà in generale". Lo scrive in un post su Facebook Emiliano Fenu, capogruppo del Movimento 5 stelle in commissione Finanze della Camera. "Il Jobs Act, la riforma del lavoro promossa e attuata dal Governo Renzi e dal Pd - prosegue -, è stato l'emblema della precarizzazione del lavoro, lo strumento più efficace nelle mani di chi decise che per rendere competitivo il nostro Paese andava sostituita la svalutazione monetaria con la svalutazione del salario. Proprio l'allora presidente del Consiglio Renzi e il Pd furono tra i principali fautori, quanto consapevoli non si sa, di questo disegno. La svalutazione del salario ha avuto l'effetto di deprimere consumi e investimenti delle famiglie e, conseguentemente, per effetto del calo della domanda interna, di ridurre la produzione industriale innescando una spirale al ribasso sempre sui salari". "Diciamocelo senza troppi giri di parole: solo l'M5S ha mantenuto una linea intransigente negli anni sul contrasto alla povertà lavorativa, ai bassi salari e alla precarizzazione, come dimostrano su tutti il dl Dignità e la ormai decennale proposta di legge sul salario minimo", conclude Fenu.
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