Sicurezza
Palermo: Borrelli (Avs), 'da Terzigno dialogo surreale che giustifica stupratori'
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Roma, 24 ago. (Adnkronos) - "Si tratta di un dialogo surreale tra due generazioni di donne che, evidentemente, hanno profonde differenze culturali, anagrafiche e di pensiero. Un dialogo che, tuttavia, preoccupa non poco poiché mette in evidenza una mentalità ancora fortemente radicata nella nostra società per cui una ragazza non è libera di indossare ciò che vuole quando esce di casa perché, così facendo, provoca gli uomini istigandoli a commettere reati. Una tesi inaccettabile, frutto di una cultura retrograda e insopportabilmente maschilista che è alla base delle continue aggressioni che le donne sono costrette a subire, anche a opera dei loro compagni o di gruppi di ragazzi come è successo a Palermo". Commenta così Francesco Emilio Borrelli, deputato dell'Alleanza Verdi e Sinistra e da sempre impegnato nelle campagne di prevenzione sulla violenza di genere e sui femminicidi, un video girato a Terzigno il cui titolo è emblematico: 'Ecco cosa significa essere una ragazza in provincia di Napol', che altro non è se non un dialogo tra una ragazza, autrice del video, e una donna più anziana nel quale si parla di abbigliamento più o meno consono da indossare, di donne che ‘se la cercano’ quando vengono uccise o violentate proprio come è successo a Palermo. "Chi giustifica la violenza verso le donne alimenta il drammatico fenomeno dei femminicidi. Serve un cambio culturale e di mentalità che renda chiara ed evidente la differenza tra vittime e carnefici, tra chi usa violenza e chi la subisce. Basta con gli alibi, con la de-responsabilizzazione e anche con alcuni linguaggi utilizzati che, ancora oggi, sanno troppo di giustificazionismo nei confronti di chi deve finire in galera per gli atroci delitti che ha commesso", conclude Borrelli.
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