Il Tirreno

Fi: Tajani, 'il centro siamo noi, non ci servono altri generali'

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Roma, 21 ago. (Adnkronos) - "Io voglio dirlo con molta chiarezza: il centro siamo noi. Non ci servono altri generali, Fi rappresenta il popolarismo in Italia e in Europa col Ppe, io sono vicepresidente. Possiamo pensare ad accordi e alleanze sul piano amministrativo, con liste civiche e altre formazioni, come abbiamo sempre fatto, ma non è assolutamente in dubbio il fatto che Fi si presenterà col proprio simbolo e con il nome di Berlusconi e il richiamo al Ppe". Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani al Corriere della Sera, riferendosi ai partiti che si rifanno all'area di centro, aggiungendo di non voler chiedere "un abbassamento della soglia sotto il 4%. Se personalità vogliono aggiungersi anche come indipendenti possiamo parlarne, è un bene allargarsi, siamo disponibili. Ma FI resta e resterà, non diventerà un taxi per nessuno, non rinunceremo alla nostra indipendenza, al nostro nome, al nostro simbolo e alla nostra identità". Il ministro degli Esteri parla anche dei temi economici da affrontare alla ripresa dei lavori del Governo, sottolineando che nell'Esecutivo non è in atto uno scontro un confronto: "Con la premier parlo quasi quotidianamente, non c'è un problema di stabilità di governo, ma di idee non sempre coincidenti. Per noi c'è da modificare il decreto, sui tre punti fondamentali: tutelare le banche del territorio, prevedere un prelievo una tantum e che ci sia deducibilità del contributo. Non cambiamo idea e ragioneremo su come fare". "La Bce ha dato delle linee guida come ha fatto con la Spagna - prosegue - noi appunto su alcuni punti abbiamo avvertito che ci sarebbero stati problemi. Ma la Bce dovrebbe fare anche un esame di coscienza sulla sua politica di rialzo dei tassi, che ha portato a conseguenze ben visibili sull'economia. La crisi c'è, ma stiamo lavorando per affrontarla al meglio, a partire da una spending review che non sarà sul modello Cottarelli ma pragmatica. Esistono servizi oggi offerti dal pubblico che, con meno spesa, possono essere gestiti da privati. E poi appunto la parola d'ordine deve essere crescita, di produttività e salari. Un rischio del rallentamento dell'economia c'è, la crisi della Cina, dove andrò a settembre, è una variabile seria, il rallentamento della Germania... Ma noi andremo avanti sulle riforme, basta pensare che solo velocizzando la giustizia civile si guadagna un 3% di Pil. Conosciamo le difficoltà, ma non ci spaventano".

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