Il dolore
Salario minimo: Fratoianni, 'governo in difficoltà, diviso, Meloni non ha una proposta'
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Roma, 13 ago. (Adnkronos) - "La premier Meloni ha chiesto sessanta giorni per recuperare uno svantaggio oggettivo. Il governo e la maggioranza sono in difficoltà, forse per la prima volta in modo serio dall'inizio della legislatura. E non per uno scivolone ma per un'iniziativa unitaria delle opposizioni. È in difficoltà perché la proposta del salario minimo di tutte le opposizioni interviene su una delle emergenze del Paese, riguarda quasi quattro milioni di lavoratori poveri, ma anche sull'insieme del mondo del lavoro nell'unico paese in Europa nel quale gli ultimi trent'anni gli stipendi sono andati indietro anziché crescere. Il governo si è trovato in debito d'ossigeno perché è consapevole che c'è un largo consenso sulla nostra proposta, anche nell'elettorato di destra". Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra in un’ampia intervista al Domani. "E con tutto il rispetto - prosegue il leader di Si - il Cnel non è il luogo della trattativa e noi non siamo le parti sociali, noi siamo le opposizioni in Parlamento. Giorgia Meloni ha convocato le opposizioni l'11 agosto, a Parlamento chiuso, dopo aver fatto votare in aula la sospensione della discussione. Ci ha convocato per dirci quasi nulla. Ha presentato una serie di perplessità, a cui noi abbiamo diligentemente risposto punto su punto. Un question time al contrario ha detto il collega Magi: il governo chiedeva a noi. Comunque quelle risposte erano già contenute nella legge. Sorprende che dopo quattro mesi di dibattito in commissione e un gran numero di audizioni, tornino obiezioni affrontate dalla nostra proposta". "La proposta ha due perni - spiega ancora Fratoianni -: che la giusta retribuzione è stabilita nella misura dei contratti collettivi di riferimento del settore siglati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. E che comunque non si può andare sotto i 9 euro. Se la nostra legge fosse approvata nessun datore potrebbe intervenire ribassando i salari. Stabilisce che, nelle poche aree non coperte dalla contrattazione collettiva, si introduce la retribuzione parametrata sul contratto di riferimento, e sulla media più alta". "Il governo per ora non ha una proposta. Ma, ed è una novità significativa, è diviso. Il vicepremier Salvini non era presente, era in videocollegamento. Ha parlato per pochi minuti, e curiosamente ha ribadito la contrarietà 'del suo movimento' al salario minimo e ha rilanciato le proposte del sottosegretario Durigon. Insomma ha parlato da leader della Lega, mentre noi avevamo di fronte il governo. Venerdì nonostante l'evidente tentativo di Meloni di dividere le opposizioni, non c'è riuscita. Abbiamo mantenuto l'unità durante l'incontro ma anche quella in prospettiva: abbiamo rilanciato tutti insieme la raccolta di firme e una mobilitazione per allargare il fronte. Certo, quando si comincia a confrontarsi con più frequenza, si producono risultati migliori", conclude il deputato rossoverde.
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