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Carceri: Magi, 'Nordio faccia capire cosa in mente per trattamento detentivo differenziato'
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Roma, 13 ago. (Adnkronos) - "Purtroppo chi conosce la condizione delle carceri italiane, che sono dei luoghi di afflizione e disperazione, dei luoghi distanti e opposti rispetto all'obiettivo costituzionale, che è quello il reinserimento sociale delle persone, non si può sorprendere per quello che è successo negli ultimi giorni nel carcere di Torino". Lo dice all'Adnkronos Riccardo Magi, segretario e deputato di +Europa. "Mancano tante cose, manca l'attenzione innanzitutto, ma mancano anche gli educatori, una risposta sanitaria per cui, in molte carceri, bisogna diventare dei casi urgenti per poterla avere, mancano i mediatori culturali, gli psicologi, e manca, appunto, la capacità di individuare le situazioni di difficoltà", perché sottolinea ancora l'ex esponente dei radicali, "la prima parola che viene in mente vedendo e conoscendo la situazione è disperazione, che accompagna i detenuti". Quanto alle risposte che potrebbero arrivare, Magi ritiene che quelle che ha fornito ieri il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, siano parzialmente corrette. "Rispetto a quello che ha detto ieri Nordio ci sono due considerazioni da fare, quando lui dice edilizia, noi sappiamo che questa non può essere l'unica risposta e soprattutto non è quella più urgente", spiega ancora il deputato che invece mette al primo posto un altro tema, quello della politica criminale e delle penalizzazioni. "Il 34% dei detenuti delle nostre carceri - dice - è finito dietro le sbarre per violazione della legge sulle droghe, ed è preoccupante considerato che la media italiana è il doppio di quella degli altri Paesi, motivo per cui serve un approccio diverso al problema degli stupefacenti rispetto alla carcerazione che tra l'altro non dà neanche una risposta alla tossicodipendenza". "L'altra questione posta dal ministro riguarda i luoghi in cui sia previsto un trattamento di diverso, lui ha parlato a questo proposito di 'trattamento detentivo differenziato'. Ciò che si deve capire è cosa sono questi luoghi. Io ho depositato alla Camera una proposta di legge, di cui sono primo firmatario, in cui si punta ad avere dei luoghi diversi, appunto, che abbiamo chiamato 'case di reinserimento sociale', e servono per chi ha meno di un anno di pena da scontare, e si basano sulla politica del reinserimento con l'aiuto degli enti locali e dei comuni". "Se è quello che ha in mente anche lui - ribadisce Magi - è qualcosa di interessante, e quindi chiediamo che la nostra proposta venga calendarizzata e discussa, anche perché può essere risposta al sovraffollamento delle carceri e poi può essere la spinta verso il reinserimento di questi soggetti". "Nordio deve farci capire cosa ha in mente, deve scoprire le carte per cercare insieme di risolvere la situazione", afferma il segretario di +Europa. "C'è una doppia faccia del ministro, si vuole depenalizzare alcuni reati, ma allo stesso tempo se ne creano di nuovi con pene molto alte, creando l'effetto opposto rispetto a quello di snellire le carceri".
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