Sicurezza
Niger: Minniti, 'in gioco equilibri sicurezza mondiale, Borrell chieda subito incontro a Tiani'
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Roma, 9 ago. (Adnkronos) - “Quello che succede lì, è rivelatore di dinamiche molto più ampie delle pur importanti vicende interne al paese: in gioco ci sono gli equilibri della sicurezza mondiale, e anche, e non è poco, il destino dei rapporti tra Europa e Africa”, afferma Marco Minniti in una intervista al Foglio in cui sollecita l'Europa a "scenda in campo, compatta, decisa”. L'Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell, chieda "subito di poter incontrare la giunta militare a Niamey. Sarà un gesto simbolico, forse, ma pure di quei gesti si sostanzia la diplomazia. Perché se i golpisti guidati dal generale Tiani si rifiutassero, a quel punto si assumerebbero una responsabilità enorme”. Borrell "deve anche garantire a tutte le parti coinvolte che l’Ue parteciperà pienamente allo sforzo diplomatico che stanno conducendo l’Ecowas, cioè la Comunità degli stati dell’Africa occidentale, e l’Unione africana e l’Onu per riportare l’ordine a Niamey”. “Nessun paese europeo può illudersi di giocare un ruolo decisivo se agisce in solitaria, nel Sahel”, aggiunge l'ex ministro dell'Interno. “L’Italia ha un nutrito contingente militare, a Niamey: la cautela è sacrosanta. E d’altronde in questa fase la prova di forza dei golpisti e gli ultimatum dell’Ecowas si sono risolti in un impasse . Ma la prudenza della diplomazia non deve apparire come il preludio al cedimento, né come un’ammissione d’impotenza: non possiamo pensare, e non dobbiamo permettere che i golpisti se ne convincano, che ormai la deposizione del presidente Bazoum sia cosa fatta”, precisa. "Con le dovute proporzioni, quello che succede a Niamey è importante, per la definizione dell’ordine globale, quanto quello che accade a Kyiv. E per certi versi, in effetti, è così. Il Niger è decisivo non solo, e già sarebbe comunque una cosa fondamentale, perché è una democrazia, pur con tutti i limiti del caso, con un presidente democraticamente eletto la cui deposizione viola in maniera clamorosa il diritto internazionale. Ma in Niger si giocano anche partite decisive nella lotta al terrorismo. Per non dire della gestione dei flussi migratori e delle dinamiche legate alle risorse naturali ed energetiche”, conclude.
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