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Tronti: fondatore dell'operaismo teorico, l'impegno politico nel Pci poi nel Pds e nel Pd
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Roma, 7 ago. (Adnkronos) - Nato a Roma il 24 luglio 1921 da una famiglia popolare che lavora ai Mercati generali e abita nel quartiere Ostiense, Mario Tronti, dopo aver frequentato il liceo classico "Pilo Albertelli", si laurea in filosofia nel novembre del 1956 all'Università di Roma con Ugo Spirito, discutendo una tesi sulle opere giovanili di Marx. Accanto all'impegno di studioso affianca fin da subito quello politico, iscrivendosi nel 1951 alla Federazione giovanile comunista e nel 1954 al Partito comunista. Nel 1956 prende posizione a favore degli insorti ungheresi, tramite il celebre "Manifesto dei 101". Considerato uno dei fondatori dell’operaismo teorico degli anni Sessanta, le cui idee si trovano riassunte nel libro del 1966 'Operai e capitale', Tronti inizialmente partecipa all'esperienza dell'operaismo come redattore dei 'Quaderni rossi'. Dopo appena tre numeri, con Alberto Asor Rosa, Romano Alquati, Antonio Negri e altri esce dalla redazione della rivista per fondare un nuovo giornale, 'Classe Operaia', pubblicato dal 1964 al 1967. Tronti ne è il direttore. Tra 1968 e 1970 Tronti insegna storia e filosofia al Liceo scientifico Galilei di Terni. Nel 1969 prende la Libera docenza di Filosofia morale. Nel 1970 viene chiamato, come incaricato, all'Università di Siena, dove insegnerà per trent’anni Filosofia morale e poi Filosofia politica. Nel 1983 entra a far parte del Comitato centrale del Pci, nel 1985 nella segreteria romana, mentre nel 1992 viene eletto al Senato nelle file del Pds, e nel 194 entra a far parte del Consiglio nazionale del partito. Dal 2004 al 2015 è presiedente del Centro per la riforma dello Stato, un luogo di studi e iniziative fondato da Umberto Terracini e a lungo presieduto da Pietro Ingrao e nel 2013 è eletto di nuovo al Senato con il Pd.
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