Il Tirreno

Tumori: Marrocco (Fi), 'legge di umanità all'avanguardia rispetto ad altri Paesi'

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Roma, 5 ago. (Adnkronos) - "L’ok della Camera al disegno di legge sull’oblio oncologico è il primo passo per tutelare un milione di persone guarite. Il prossimo passo sarà il passaggio al Senato e auspichiamo la stessa rapidità per far diventare legge a tutti gli effetti questa proposta. Una persona guarita da tumore oggi non sempre può accedere a un mutuo, a un finanziamento, a dei concorsi o al reinserimento nel lavoro oppure adottare un bambino. Questo perché chi è guarito da un cancro è ritenuto persona fragile, soggetto a rischio". Così Fabrizia Marrocco, deputata di Forza Italia, a TgCom24. "Ecco, con questa legge - prosegue l'esponente azzurra -, nessuno avrà l’obbligo di dichiarare la propria patologia pregressa. Con la nuova normativa, eliminiamo le ingiustizie anche per le adozioni: stabiliamo che nella fase di accertamenti per l’idoneità a essere genitori non si debbano più richiedere le patologie pregresse. Si tratta di persone guarite a tutti gli effetti e a noi per l’adozione interessa principalmente la tutela e il benessere del bambino". "Questa legge votata all’unanimità dalla Camera è all’avanguardia rispetto a leggi sul tema degli altri Paesi, proprio perché noi abbiamo inserito l’accesso ai concorsi di lavoro e le adozioni. L’altra grande novità è relativa all’età. Questo provvedimento ha un criterio flessibile: prevede che per essere definiti soggetti guariti ci si affidi al ministero della Sanità proprio perché ogni neoplasia, ogni soggetto ex malato oncologico è un caso a sé. Non necessariamente bisogna attendere dieci anni per una neoplasia da adulto o cinque anni per una neoplasia di un soggetto entro i 21 anni. Ci sono dei tumori, come quello alla tiroide o ai testicoli, che hanno bisogno di meno anni di guarigione definitiva, addirittura un e mezzo/due", spiega ancora Marrocco prima di concludere che "noi poniamo dei limiti massimi che sono appunto dieci anni per soggetti guariti e senza recidive sopra i 21 anni e cinque sotto i 21 anni. Questa è una legge di civiltà, di umanità e ha avuto un grande consenso bipartisan coadiuvato dalle associazioni dei malati oncologici. Chi si assenta per prendersi cura di sé, non può e non deve essere discriminato una volta guarito. È una legge per tantissimi italiani, è una legge per tutti noi".

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