Il Tirreno

Sanità: Mi, 'in contratto medici sia riconosciuto pagamento integrale ore aggiuntive'

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Roma, 4 ago. (Adnkronos) - "È in discussione il rinnovo del contratto dei medici ospedalieri. Il nodo principale da sciogliere in queste importanti trattative è costituito dall’insopportabile carico di lavoro che i sanitari italiani si trovano a dover affrontare quotidianamente. Un problema sollevato non da oggi anche da Meritocrazia Italia. A fronte di un contratto di lavoro che prevederebbe 38 ore di lavoro settimanale, troppo spesso la media delle ore lavorate arriva a 70, sacrificando i riposi previsti per legge, alimentando il burnout dei sanitari e i contrasti con i pazienti, e aumentando il rischio di commettere errori (che sono poi fonte degli ingenti risarcimenti che fiaccano le già esigue risorse del Ssn)". Così da Meritocrazia Italia il presidente Walter Mauriello. "Alla fine, sono i sanitari in attività a sopperire alle carenze del sistema con prestazioni non remunerate. Sembrerebbe che l’ipotesi di rinnovo in discussione preveda un forfait per le ore lavorate rispetto all'orario normale di circa € 60,00 in più alla settimana. Una remunerazione simbolica, irrisoria, rispetto alla quantità e qualità di lavoro svolto dai professionisti sanitari, che comunque contribuiscono a un notevole risparmio di spesa coprendo posizioni vacanti. Meritocrazia Italia auspica che le ore lavorate in più rispetto a quelle stabilite dal contratto di lavoro vengano tutte remunerate almeno quanto l'orario ordinario. Qualora i bandi non andassero deserti e i medici previsti da pianta organica fossero disponibili e regolarmente assunti, il servizio sanitario affronterebbe costi ben maggiori rispetto a quelli che sopporta oggi e non è giusto che questo risparmio venga maturato a carico dei professionisti che, con professionalità, dedizione e spirito di abnegazione, continuano a garantire un servizio essenziale. Meritocrazia Italia suggerisce inoltre di remunerare l’orario aggiuntivo applicando la flat tax al 15% o comunque applicando un regime fiscale che consenta di non sottoporre tali importi a trattenute previdenziali e fiscali, in modo da massimizzarne l'utilità per il sanitario e al contempo riducendo lo stanziamento necessario", concludono da Meritocrazia Italia.

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