Il Tirreno

Ucraina: Onu chiede giustizia per morte 50 prigionieri ucraini a Olenivka

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Washington, 25 lug. (Adnkronos/Dpa/Europa Press) - L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Turk ha ricordato gli almeno 50 prigionieri di guerra ucraini morti un anno fa dopo un attentato dinamitardo contro un centro penitenziario di Olenivka, a sud-est di Donetsk, e ha chiesto alla giustizia di chiarire l'accaduto. In una dichiarazione diffusa dalle Nazioni Unite, Turk ha affermato che "i prigionieri di guerra che sono stati feriti o sono morti a Olenivka, e le loro famiglie, meritano che si sappia la verità e che i responsabili delle violazioni del diritto internazionale siano ritenuti responsabili". L'Alto Commissario per i diritti umani ha ricordato che l'ufficio delle Nazioni Unite ha incontrato i parenti delle vittime, che hanno chiesto che venga chiarito quanto accaduto alla fine di luglio dello scorso anno, quando un missile colpì il centro detenzione uccidendo almeno cinquanta prigionieri ucraini. La Russia si è affrettò ad accusare l'Ucraina di aver lanciato il missile, anche se Kiev ha sempre negato di essere coinvolta. L'Onu ha poi promosso una missione per chiarire l'accaduto, successivamente sciolta all'inizio del 2023 per mancanza di garanzie di sicurezza. "La Federazione Russa non ha fornito garanzie soddisfacenti per l'accesso sicuro delle Nazioni Unite per visitare il sito, né ha acconsentito alle richieste generali dell'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite di accedere alle aree dell'Ucraina sotto il controllo militare russo temporaneo", ha ricordato l'Onu. Tuttavia, grazie alle testimonianze dei sopravvissuti all'attacco e ad una "analisi dettagliata delle ulteriori informazioni disponibili", le Nazioni Unite sono riuscite a concludere che l'incidente "non è stato causato da un razzo Himars", realizzato dagli Stati Uniti e utilizzato dall'Ucraina nelle ostilità contro la Russia. Al momento, le Nazioni Unite non hanno ulteriori informazioni su cosa successe quella mattina del 29 luglio 2022, sebbene l'Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite abbia garantito che "continuerà a seguire l'incidente in conformità con la sua esperienza e il suo mandato". "I prigionieri di guerra sono protetti dal diritto umanitario internazionale. La morte o il ferimento grave dei prigionieri di guerra deve essere seguito da un'indagine ufficiale ed esaustiva da parte del potere detentore", ha aggiunto Turk, che ha concluso che "tutti i sospetti di condotta criminale devono essere indagati".

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