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**Salario minimo: opposizioni unite su ritiro soppressivo, segnali da maggioranza'**
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Roma, 24 lug. (Adnkronos) - "Tutti compatti. I due corni li teniamo insieme: da una parte ritiro del soppressivo e dall'altra la richiesta di discutere in aula alla luce del sole". Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, riassume così lo stato dell'arte nelle opposizioni dopo la riunione di oggi pomeriggio in vista della seduta di domani che prevede il voto sull'emendamento soppressivo del salario minimo presentato dalla maggioranza. Da Calenda a Verdi-Sinistra, il fronte resta unito con tanto di nota, a fine riunione, firmata dai rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari di opposizione. "Le forze che hanno sottoscritto il dl sul salario minimo chiedono alla maggioranza il ritiro dell'emendamento soppressivo e confermano la volontà di andare in Parlamento già il 27 luglio a discutere nel merito della proposta così come stabilito dalla conferenza dei capigruppo". La palla sta quindi alla maggioranza dopo l'apertura, secondo retroscena non smentiti, da parte della premier Giorgia Meloni a un confronto sul salario minimo. "E' del tutto evidente -aggiunge Scotto all'Adnkronos - che maggioranza e governo sono in difficoltà di fronte a una grande questione sociale che riguarda i salari delle persone. L'opposizione li ha messi con le spalle al muro e costretti a discutere. Se ritirano il soppressivo e andiamo in aula, noi siamo pronti al confronto e disponibili ad andare avanti nel mese di agosto". Secondo rumors in ambienti parlamentari dem, la breccia forse sarebbe aperta. A quanto viene riferito, la maggioranza starebbe valutando di non votare il soppressivo. Almeno secondo quanto risulta da contatti informali. "Stanno valutando, vediamo". A mantenere i toni più accesi è Giuseppe Conte che chiede fatti e non "retroscena": "Qual è l’apertura sul salario minimo? Per noi contano le proposte concrete, cioè le posizioni in commissione, le dichiarazioni e non i retroscena o posizioni recuperate da qualche articolo di giornale", sottolinea il leaded M5S. "Se ci sono contributi o emendamenti costruttivi li possiamo considerare, ma altrimenti non accettiamo rinvii, bluff e meline. Se ci sono proposte concrete certo che dialoghiamo, a noi interessa risolvere il problema e l’urgenza dei lavoratori”. Mentre Elly Schlein nel commentare l'inaspettato esito delle elezioni spagnole, almeno stando ai sondaggi pre voto, non solo evidenzia il "coraggio" di Pedro Sanchez e la sconfitta dei nazionalisti di Vox ma indica anche un modello per battere le destre, fatto di proposte concrete per i cittadini. Come il salario minimo. "L'onda nera si può fermare quando non si punta ad alimentare le paure ma a risolvere i problemi concreti delle persone: aumentando il salario minimo e limitando i contratti a termine, affrontando sul serio l'emergenza climatica, limitando gli effetti del caro energia e dell'inflazione sulle imprese e sulle fasce più povere". Nel caso in cui la maggioranza affossasse il salario minimo, Schlein ha già annunciato che il Pd partirà con un raccolta firme in tutta Italia mentre Verdi e Sinistra lanciano una campagna d'informazione dal titolo 'Salario minimo subito'. Scrive Nicola Fratoianni su twitter: "Il salario minimo legale è una risposta di dignità per milioni di lavoratori e di lavoratrici, il governo Meloni smetta di scappare. Vuole discutere? Ritiri l’emendamento soppressivo della proposta di legge delle opposizioni e venga in aula a confrontarsi sul merito".
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