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Salario minimo: Orlando, 'governo non può far finta di niente'

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Roma, 13 lug. (Adnkronos) - "Quello del salario minimo è un punto dolente su cui il governo avrà difficoltà a continuare a far finta di niente. È evidente che in questo Paese ci sia un dramma che si chiama lavoro povero, che riguarda principalmente i giovani e le donne, così come è evidente che ci sia una grande questione salariale. Pensare di risolverla con qualche taglio decimale una tantum sul cuneo fiscale non ha senso. Porre la questione del salario minimo non è soltanto una grande questione di equità sociale, ma anche di politiche industriali, perché è un modo di sconfiggere una tentazione molto forte, che il governo sta alimentando, di fare concorrenza con il ribasso dei costi dei nostri prodotti e non con l'aumento della loro qualità". Lo ha detto il deputato Pd ed ex Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, a Fanpage. "Questa storia della social card è un episodio mal riuscito di conservatorismo compassionevole. Ovvero l'idea che la povertà si curi con l'elemosina - aggiunge Orlando - tra l'altro scarsa, una tantum e mal mirata, perché rischia di raggiungere le categorie che hanno già altre forme di sostegno a discapito di chi ne è totalmente privo. Affrontare la povertà con uno strumento di carattere universalistico non è un atto di resa all'assistenzialismo, è una scelta che hanno fatto tutti i Paesi più avanzati". "Noi, invece, abbiamo una destra che è peggiore di quelle degli altri Paesi, perché affronta moralisticamente il tema della povertà. I poveri sono poveri per colpa loro, chi perde il lavoro lo perde per colpa sua, perché non ha voglia di cercarlo e non si dà abbastanza da fare. Questa è un'impostazione di classe per cui la ricchezza è sempre sostenuta dal merito e la povertà è sempre conseguenza della colpa del singolo. Va combattuta frontalmente nell'interesse della cifra di civiltà del nostro Paese".

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