Il Tirreno

Caso Amara: pm, 'Davigo non ha seguito norme, ha scelto una via privata'

1 MINUTI DI LETTURA





Brescia, 13 giu. (Adnkronos) - "Che bisogno c'era di fornire al singolo membro del Csm una mole di informazioni così elevata rispetto all'indagine in corso? Se il tema era la gestione del rapporto su come muoversi 'per riportare quel procedimento sui binari della legalità, citando l'imputato, che necessità c'era di dare delle trascrizioni e delle registrazioni? Si è scelta una via privata a un problema pubblico". E' quanto sostiene in aula il pm di Brescia Francesco Milanesi che, insieme al collega Donato Greco, nella requisitoria con cui hanno chiesto la condanna a un anno e quattro mesi per l'ex componente del Csm Piercamillo Davigo imputato per rivelazione del segreto istruttorio per aver ricevuto dal pm di Milano Paolo Storari i verbali sulla cosiddetta loggia Ungheria, rivelazioni rese dall'avvocato Piero Amara. La possibile strada era rivolgersi alla procura generale di Milano, ma quella scelta non viene operata "per la sfiducia personale di Davigo nei confronti del magistrato che svolgeva tali funzioni" spiega il rappresentante della pubblica accusa che bacchetta la scelta: "Perché riteniamo una persona inadatta non seguiamo la legge? Sarebbe come se un evasore fiscale dicesse 'non mi fido di chi gestisce i soldi pubblici e preferisco gestirli io'. Si è individuato una via privata a un percorso pubblico, il Csm è attrezzato per gestire notizie riservate".

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa