Il caso
Sanità toscana, nell’area nord-ovest persi 164 medici di famiglia (ma non è l’unico allarme). Casani: «Così il sistema non può andare avanti»
Per la direttrice generale dell’Asl Toscana Nord Ovest la carenza di personale può compromettere l’assistenza. A pesare è anche l’aumento delle richieste: rispetto al 2019, le prescrizioni di visite sono cresciute del 43%, quelle di diagnostica del 49%
«Così il sistema non può andare avanti». L’allarme arriva da Maria Letizia Casani, direttrice generale dell’Asl Toscana Nord Ovest, alle prese con una carenza di personale che rischia di compromettere l’assistenza ai cittadini, proprio mentre la riforma della sanità territoriale è chiamata a entrare a regime.
I medici di famiglia sono passati dai 900 di due anni fa ai 736 attuali, con situazioni particolarmente critiche nelle zone Apuane, in Valle del Serchio e in Val di Cornia.
E non è l’unico problema: aumentano le prescrizioni, restano le difficoltà nelle liste d’attesa e reperire professionisti per le nuove strutture è sempre più complicato.
Asl Toscana Nord Ovest, i numeri dell’azienda sanitaria
Il quadro è emerso durante l’audizione della direttrice generale e dei vertici aziendali in commissione Sanità del Consiglio regionale, presieduta da Andrea Vannucci (Pd).
Un’azienda che serve un milione e 250mila abitanti in 102 Comuni, con dieci presidi ospedalieri, 3.056 posti letto, 14.136 dipendenti e un bilancio annuale di circa tre miliardi di euro. Numeri importanti, che secondo Casani si accompagnano a buone performance nella prevenzione, nella sostenibilità e nell’assistenza distrettuale, ma anche a criticità che rischiano di aggravarsi.
Case di comunità e ospedali, mancano medici e specialisti
Le 53 Case di comunità e gli ospedali di comunità, con 250 posti letto complessivi, devono fare i conti con la difficoltà di trovare medici e specialisti. La sfida, ha spiegato Casani, è garantire la presa in carico dei pazienti cronici, alleggerendo la pressione sui pronto soccorso.
Ma senza personale e un’organizzazione omogenea sul territorio la riforma rischia di non raggiungere gli obiettivi.
Liste d’attesa, aumentano le prescrizioni di visite e diagnostica
A pesare è anche l’aumento delle richieste: rispetto al 2019, le prescrizioni di visite sono cresciute del 43%, quelle di diagnostica del 49%. L’azienda segnala problemi per elettromiografie, spirometrie e gastroscopie, oltre che per gli interventi legati al melanoma e al tumore alla prostata.
Per gli interventi chirurgici di classe A, invece, viene rispettato nel 90% dei casi il termine dei 30 giorni.
Sanità, scontro sui tagli: Petrucci attacca la gestione dell’Asl
Sul quadro si innesta la stretta sui costi della sanità regionale, con misure che riguardano anche le prestazioni aggiuntive e il rinvio degli interventi differibili. Una prospettiva che ha acceso lo scontro politico.
Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, contesta la gestione dell’azienda: «Un’azienda sanitaria che gestisce oltre 3 miliardi di euro — più di un terzo dell’intero bilancio sanitario regionale — non può permettersi la totale assenza di pianificazione».
E aggiunge: «Più che tagliare i servizi ai cittadini e le prestazioni sanitarie, dovremmo pensare a tagliare le figure apicali».
Petrucci critica anche la gestione del patrimonio immobiliare, a partire dal complesso sanitario di Volterra, dove denuncia la presenza di edifici inutilizzati. Nel mirino la nuova ala della Rems, che dovrebbe aggiungere dieci posti letto fra quattro anni, mentre, sostiene il consigliere, ci sono già circa 40 pazienti in attesa.
Altro nodo è la collaborazione con l’Azienda ospedaliero universitaria pisana: secondo Petrucci, una maggiore integrazione fra le strutture permetterebbe di affrontare meglio la carenza di posti letto per le cure intermedie.
La replica dell’Asl: «Costo medio pro capite sotto la media regionale»
A Petrucci ha risposto l’Asl Nord Ovest: «Il costo medio pro capite, ossia il costo dei servizi erogati annualmente per ogni cittadino residente, è pari a 2.205 euro ed è quindi inferiore alla media regionale. Inoltre il costo medio dell’assistenza ospedaliera risulta essere il più basso tra le Aziende territoriali».
L’azienda richiama anche i risultati sulla qualità dei servizi: secondo la delibera regionale numero 1044 del 2026 sulla valutazione delle performance delle aziende sanitarie, l’Asl Toscana Nord Ovest ha raggiunto l’82% degli obiettivi, ottenendo la migliore performance fra le aziende territoriali.
Sanità territoriale, il confronto in commissione regionale
In commissione, Massimiliano Ghimenti (Avs) ha richiamato l’attenzione sulla carenza di specialisti, mentre Federico Eligi (Casa Riformista) ha chiesto più dialogo con i Comuni.
Per Alessandro Franchi (Pd), la riforma territoriale va completata, ma si scontra con la doppia carenza di risorse economiche e personale.
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