Economia
Riforma porti, emendamenti ai blocchi di partenza
Iniziano all’interno della IX Commissione Trasporti della Camera dei Deputati le votazioni sugli oltre 600 emendamenti presentati
ROMA. Entra nel vivo alla Camera l’iter della riforma della governance portuale. In IX Commissione Trasporti ha preso infatti il via la votazione degli emendamenti al disegno di legge, dopo il confronto parlamentare e le audizioni dei mesi scorsi. Sono 622, come più volte specificato, gli emendamenti presentati entro il termine ultimo che era stato fissato al 3 agosto scorso.
Il provvedimento interviene sulla legge 84 del 1994 e prevede, tra le altre misure, la nascita di Porti d’Italia Spa, società a capitale interamente pubblico per la programmazione e la realizzazione delle opere strategiche. E gran parte delle proposte di modifica presentate interviene proprio su quell’aspetto, assolutamente innovativo rispetto alla legislazione vigente, visto che vede la creazione di una regia nazionale che si colloca al di sopra degli enti portuali territoriali.
«Oggi – ha commentato il vice ministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi – entriamo nella fase decisiva della riforma. Vogliamo una portualità più efficiente, una regia nazionale più forte sugli investimenti strategici e tempi più rapidi per realizzare le opere. Senza togliere ruolo e autonomia ai territori, dobbiamo mettere i porti italiani nelle condizioni di competere nel Mediterraneo e sui grandi traffici internazionali».
L’intendimento del Ministero è quello di arrivare al voto della Camera entro il mese di novembre. La discussione si sposterà quindi al Senato e tornerebbe a Montecitorio qualora a Palazzo Madama vi fossero delle modifiche. Se l’iter risulterà veloce, il Ddl Porti potrebbe diventare legge entro il primo trimestre del 2027.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
