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Codice della strada, verso la riforma: dalla patente a 17 anni alle multe progressive, le principali novità

di Matteo Scardigli

	Una multa lasciata sul parabrezza (foto d'archivio)
Una multa lasciata sul parabrezza (foto d'archivio)

Pacchetto di proposte del Mit ad associazioni, enti, operatori: in autunno in Parlamento

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La riforma del Codice della strada entra nel vivo con l’invio del pacchetto di proposte dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (Mit) ad associazioni, enti e operatori per raccogliere controdeduzioni e proposte (massimo cinque) entro il 13 settembre. Dal giorno seguente partirà il conto alla rovescia fino al 14 ottobre, data entro la quale il governo dovrà presentare la bozza da avviare all’iter parlamentare. La riforma potrebbe quindi diventare operativa tra fine anno e inizio 2027. Le proposte – otto titoli, 49 capitoli e 291 articoli – sono state concepite per rispondere alle esigenze degli utenti e, come ha inteso sottolineare il titolare del dicastero Matteo Salvini, dando priorità alla sicurezza della circolazione.

Regole di condotta

Attenzione, prudenza e responsabilità sono i rincìpi cardine. Le condotte che violano divieti, limitazioni od obblighi relativi alla circolazione saranno suddivise per ambiti per consentire a cittadini e organi di controllo di individuare più rapidamente le diverse categorie di comportamenti non conformi e relative conseguenze. Le disposizioni saranno così distinte: valide per tutti da un lato, dall’altro dedicate ad autotrasportatori, cittadini e utenti vulnerabili.

Equità e trasparenza

L’entità delle sanzioni sarà proporzionata alla gravità della condotta e alla sua incidenza statistica sugli incidenti. Sia le principali che le accessorie (decurtazione punti compresa) saranno contenute in una tabella; da 82 principali si passa a circa 21 fasce sanzionatorie. L’adeguamento biennale automatico all’inflazione viene sostituito da un aggiornamento facoltativo, attivabile solo in caso di «variazione Istat significativa» (oltre il 5%, suggerisce il Mit).

Efficacia «garantita» anche per i titolari di patente straniera, con le accessorie che incidono sulla patente applicate direttamente dall’organo accertatore. I limiti edittali potranno variare in base a parametri oggettivi come condizioni psicofisiche alterate, mezzi pesanti, neopatentati, utenti vulnerabili e altri ancora. La multa per moto in divieto di sosta, per esempio, potrà essere dimezzata rispetto a quella prevista per le auto.

Allo stesso modo si promettono sanzioni progressive: Superare i limiti vedrà una prima fascia entro i 20 km/h in cui per ogni chilometro superato saranno 5 gli euro da pagare oltre i 20 km/h diventeranno 10 gli euro a km da versare. Sulle autostrade e superstrade fino a 15 euro per ogni km di superamento del limite, tolta sempre la tolleranza del 5%.

Per i verbali derivanti da rilevamenti automatici e a distanza (autovelox omologati, telecamere per i varchi Ztl e controllo semaforico), il termine di notifica al proprietario del veicolo scende a 30 giorni.

Utenti deboli da tutelare

Per ciclisti, motociclisti e pedoni sono previste norme per la sicurezza a cominciare da casco obbligatorio per i minori in bicicletta fino ai 14 anni e introduzione della nuova categoria dei cicli a propulsione, differenziata dalle biciclette, anche elettriche a pedalata assistita: casco obbligatorio insieme a targa/contrassegno.

I nostri soldi

Il 70% dei proventi delle sanzioni sarà reinvestito in attività rivolte al potenziamento degli standard di sicurezza delle strade, dalla segnaletica alla manutenzione stradale, fino all’installazione di barriere di contenimento. Il 30% devoluto agli organi accertatori per l’attività di accertamento e controllo. Oggi è 50% e 50%.

Patente e abilitazioni

Si anticipa il percorso di adeguamento alla nuova disciplina europea, che prevede l’abbassamento a 17 anni del limite di età per il conseguimento anche della patente C1. Sarà così anticipata di un anno l’età per il conseguimento della Cqc, necessaria per l’esercizio della professione di autotrasportatore. Viene introdotta la possibilità di condurre veicoli che richiedono la patente C anche senza il possesso della Cqc, a condizione che il conducente sia iscritto a un corso di qualificazione iniziale, limitatamente ad un anno.

Arrivano i rinforzi

Gli ausiliari di polizia stradale potranno regolare gli incroci in assenza o in sostituzione dei semafori, o in situazione di congestione stradale. In caso di soli danni a cose, su strade diverse da autostrade ed extraurbane principali, potranno essere coinvolti per la segnalazione o la rilevazione dell’incidente.

Mobilità accessibile

Si promette maggiore sicurezza alla circolazione a chi fa uso di dispositivi e ausili per la mobilità, anche elettrici, dotati di specifici equipaggiamenti, al fine di abbattere le barriere architettoniche che ne impediscono la circolazione sui marciapiedi; insieme a un giro di vite contro gli abusi del Cude, il contrassegno unificato disabili europeo, con obbligo per i Comuni di adottarlo.

Autostrade e sorpassi

Lo stesso criterio che già consente ai motociclisti, in alcune città, in corsie preferenziali, potrebbe essere ripreso le corsie di emergenza in autostrada; ma solo in caso di code o rallentamenti che mettono a rischio i motociclisti stessi. Sempre in caso di rallentamenti, sì anche alla marcia in file parallele, oggi vietata (anche perché genera sorpassi da destra), su autostrade e superstrade a tre corsie per ogni senso di marcia.


 

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