La tragedia
Il principe delle balle? Riccardo è “figlio” di Pinocchio. Successo al Campionato della Bugia
Le Piastre, edizione numero 50 della manifestazione: la vera sorpresa sono stati i bambini capaci di far sorridere e riflettere
LE PIASTRE. Se il vostro copriwater è in legno, non esitate a sottoporlo a un’attenta analisi del DNA. Nel suo albero genealogico (è proprio il caso di dirlo) si potrebbe celare nientepopodimeno che Pinocchio, come è accaduto per quello del bagno di Riccardo Bargiacchi da Vastogiraldi, provincia di Isernia. Sì, perché nell’anno in cui si celebra il duecentesimo anniversario della nascita di Carlo Lorenzini detto “il Collodi”, tema principale della cinquantesima edizione del Campionato italiano e mondiale della Bugia che ogni anno si tiene nel piccolo borgo delle Piastre, nel comune di Pistoia, non poteva che essere Pinocchio. «L’ispirazione per la genealogia del mio copriwater – ha detto il vincitore – mi è venuta durante una seduta molto particolare. Non avrei però mai pensato che una sosta al bagno mi consentisse di vincere un premio così ambito come il bugiardino d’oro».
Ed ecco un’altra bugia fresca di giornata perché, dopotutto, chi partecipa a questa competizione non vuol certo partecipare e basta ma, diciamolo pure, in cuor suo desidera la vittoria come un bambino desidera un gelato al cioccolato. Ad aggiudicarsi il bugiardino d’argento è stato invece il catanese Danilo Malerba, già vincitore assoluto nel 2022, che ha fatto sorridere il pubblico con una bugia sulla voracità del pescecane che tramutò il burattino nel suo pranzo. Terza posizione e bugiardino di bronzo infine per Alessandro Pisaneschi, anch’egli concorrente di lunga militanza che con il racconto “Turchina la fata assassina” ha dato una pennellata osé a una manifestazione e forse abbastanza castigata nei contenuti. A brillare però, in questa edizione delle nozze d’oro con il pubblico, sono stati i bambini, protagonisti di performance al di sopra delle aspettative. Il premio per l’originalità nella presentazione della bugia intitolato al giornalista Giancarlo Zampini è andato al piccolo Giulio Magrini che, sul palco, ha fatto un accorato appello per conoscere l’identità del babbo. Dora e Zeno Orlandini hanno invece vinto il premio intitolato a Luciano Corsini per la bugia più tradizionale, mentre il premio al bambino più bugiardo in assoluto intitolato alla giornalista Lucia Prioreschi e offerto dal Tirreno è andato a Giuseppe Dolci. A presiedere la giuria una coppia affiatata nell’intrattenimento radiofonico come quella costituita dal giornalista Alessandro Milan e dal comico Leonardo Manera che, con le sue gag tratte dalla trasmissione televisiva Zelig, ha fatto sorridere il pubblico senz’altro più di alcune bugie. Sì, perché a fronte di tantissimi racconti bugiardi che, forse, sono andati troppo per le lunghe, a far scorrere bene il pomeriggio è stata necessaria non solo la verve comica di Manera ma anche la professionalità di Fausto Livi e Ilaria Belli, presentatori che sul palco hanno fatto un figurone. Perché se è vero che «ogni favola è un gioco che si fa con il tempo ed è vera soltanto a metà», bisogna che ogni bugia sappia usare questo tempo al meglio visto che, a differenza di una qualsiasi altra storia, non è vera per nulla. Magari, per le prossime edizioni, un bel gong che centellini i minuti da usare potrebbe essere una valida innovazione che l’Accademia della Bugia terrà in debita considerazione. Nell’anno in cui poi il campionato della bugia era dedicato a Pinocchio, non poteva mancare fra il pubblico e in giuria la presenza del neosindaco di Pistoia Giovanni Capecchi, uno degli studiosi più importanti al mondo del mito del burattino. «Per venire qua alle Piastre – ha detto il primo cittadino- ho lasciato momentaneamente il mio ombrellone perché, come tutti sanno, a Pistoia c’è il mare». Bugia che ha fatto sorridere ma, a strappare le risate più tardi, la battuta che ha fatto da chiosa. «I pistoiesi sono tutti simpaticissimi e adesso hanno anche imparato a votare bene. Questa però, in cuor suo, magari non era davvero una bugia.
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