Estate e regole
Spiagge, aste sempre più vicine (nonostante gli esposti): i due passaggi-chiave che mancano
Ora tocca soprattitto al ministero: c'è da fare un bando-pilota per tutti i Comuni. Il punto della situazione
VIAREGGIO. La vicenda delle “aste” delle spiagge va a finire in Procura. Una società lombarda, con sede a Como, si è rivolta alla magistratura di Lucca con un esposto-denuncia in cui contesta al Comune di Pietrasanta il mancato avvio delle gare pubbliche delle concessioni del litorale di Marina. Ritenuto «uno di quelli con maggiore valore turistico ed economico in Versilia, e gestito da decenni dai medesimi concessionari storici».
Nella denuncia il titolare dell’impresa, interessato a concorrere alle gare, chiede alla Procura di fare accertamenti giudiziari. È il primo caso in Versilia e potrebbe essere l’inizio di un’indagine penale - l’ipotesi, al momento solo tale, è la contestazione di omissione di atti d’ufficio - con risvolti tutti da decifrare. Il Comune di Pietrasanta, per bocca del sindaco Alberto Giovannetti, ha già replicato di sentirsi tranquillo con fiducia nel proprio operato.
Per alcuni attenti osservatori era solo questione di tempo che la magistratura penale venisse interessata. E sempre per quanto riguarda i tribunali, è atteso il verdetto del Consiglio di Stato su quanto chiesto dallo stesso Comune di Pietrasanta a proposito della validità dei titoli attuali dei balneari, e sulla necessità di proseguire regolarmente con la stagione turistica prima di procedere in autunno con le gare. Il passaggio potrebbe essere semplicemente tecnico, quindi senza produrre conseguenze; oppure creare altra confusione in un settore in cui ormai niente più è certo. Anzi, una certezza c’è: i bandi di gara arriveranno, prima o poi.
Solo una parte dei concessionari e della politica ritiene ancora possibile un ritorno al passato che oggi non sta più nella realtà dei fatti. Un passato pre-direttiva Bolkestein, in cui i titoli dei balneari venivano rinnovati automaticamente senza una verifica concreta né una selezione dell’amministrazione pubblica. C’è ancora chi sostiene che le concessioni siano “illimitate”, e quindi si è rivolto a uno studio legale perché procedesse appunto con una difesa a oltranza. Però in varie parti d’Italia le gare sono già state fatte: in Liguria e anche all’Elba. E ci sono amministrazioni che promettono il “restringimento” degli stabilimenti, ampliando la parte di spiaggia libera.
Anche in Versilia, dove i Comuni agiscono di malavoglia contro i balneari, la macchina si sta muovendo. A Viareggio sono partite le perizie su 87 stabilimenti, per determinare l’indennizzo economico che spetterebbe al concessionario nel caso in cui uscisse sconfitto dalla gara; pure qui non mancano le polemiche, perché le perizie sono eseguite da commercialisti nominati dai Comuni ma pagati dai balneari stessi (circa 6mila euro a pratica), e poi si teme che il frutto di questo studio tecnico sia un conto “magro”, nel caso in cui il balneare dovesse sloggiare.
Inoltre si stanno studiando i criteri con cui verranno riassegnate le concessioni. Teoricamente, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti - il cui titolare è il vicepremier Matteo Salvini - deve produrre un bando di gara-tipo che servirà a tutte le amministrazioni comunali; praticamente, siamo ancora al livello di una bozza. E anche sugli indennizzi il governo non ha fatto uscire un decreto che chiarisca modalità e criteri di calcolo. Dalle anticipazioni uscite, l’idea è di premiare la qualità e l’ampiezza dell’offerta nel bando di gara. Con attenzione all’ambiente, alla sostenibilità economica e sociale, al rapporto con il territorio per quanto riguarda il turismo tradizionale e l’intreccio con la ricettività e i posti letto.
Sono buoni propositi che possono voler dire molto, ma anche niente. In tutto questo bailamme, ci sono imprenditori che si stanno muovendo per farsi trovare pronti, con stabilimenti in grado di ampliare l’apertura stagionale e di offrire nuovi servizi a una clientela sempre più difficile e meno disponibile alla spesa. Almeno per quanto riguarda la famiglia italiana media, una volta punto di riferimento indiscusso del turismo balneare.
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