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The Italian Sea Group: irregolarità “extra budget” da parte dei vertici

di Barbara Antoni
The Italian Sea Group: irregolarità “extra budget” da parte dei vertici

Il gruppo della nautica di lusso ha avviato una due diligence forensic. La società, dopo aver coperto i pagamenti degli stipendi e altre voci con una iniezione di liquidità pari a 25 milioni, esce rivelando una realtà pesante

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MARINA DI CARRARA. «Costi extra budget nella gestione delle commesse ad opera di un gruppo di soggetti, tra cui alcune figure apicali dell’azienda». Suscita un polverone nel mondo della nautica la nota ufficiale diramata da The Italian Sea Group spa, operatore globale nel settore della nautica di lusso con i brand Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti, Nca Refit e Celi 1920. Un colosso internazionale, che ha a Marina di Carrara il suo quartier generale: 530 dipendenti diretti, altri circa mille che gravitano nelle aziende dell’indotto.

I sintomi di una crisi nel grande cantiere nautico della costa apuana e versiliese si erano fatti sentire da alcuni giorni, prima con un comunicato dei sindacati, poi con uno sciopero con il quale i sindacati chiedevano chiarezza in merito al ritardo di otto giorni nel pagamento degli stipendi ai lavoratori diretti, del mancato versamento di contributi al fondo Cometa e a quello di sanità integrativa, oltre che nei pagamenti delle forniture che hanno avuto come effetto il ricorso alla cassa integrazione per alcune ditte dell’indotto.

Adesso la società, dopo aver coperto i pagamenti degli stipendi e altre voci con una iniezione di liquidità pari a 25 milioni, esce rivelando una realtà pesante. Quella, appunto, relativa ai costi extra budget che, secondo quanto si apprende, non figuravano nell’ultima trimestrale di fine dicembre (in quanto quotata in borsa nel segmento Star, Tisg è tenuta a redigere rapporti trimestrali). I conti erano in ordine e lo sono, ribadisce Tisg attraverso i propri portavoce: quello che è emerso, nel corso di febbraio, è un problema finanziario, di cassa, di cui lo stesso amministratore delegato Giovanni Costantino non era a conoscenza.

Da lì è scattata da una parte l’iniezione di liquidità da 25 milioni, dall’altra l’indagine per approfondire perché una cassa - che doveva ammontare sui 70-80 milioni - di fatto non esistesse più. Da ulteriori approfondimenti, sono emersi i costi extra budget causati da forzature nel sistema. Costi extra che si erano verificati, ma senza che ne fosse stato spiegato il motivo e soprattutto senza che lo stesso Costantino ne fosse stato informato.

Per questo la società ha deciso di affidare a Kpmg una due diligence forensic - processo di indagine e verifica approfondita di un'azienda mirata a verificarne la salute finanziaria - che avrà «ad oggetto tutta la gestione delle commesse in essere, il modello di controllo interno, nonché la gestione finanziaria. L’attività avrà una durata stimata per la prima fase preliminare di sei settimane per poi estendere successivamente i campionamenti nei due mesi seguenti anche sulla base delle evidenze che emergeranno», fa sapere Tisg.

Intanto la società «ha provveduto a inviare formali lettere di contestazione disciplinare alle persone interessate, in alcuni casi con sospensione cautelativa ai responsabili individuati ad oggi».

Nel frattempo alcune figure si sono dimesse dal proprio ruolo in Tisg: come il presidente del gruppo, Filippo Menchelli, il vicepresidente, Marco Carniani, la consigliera, e componente del comitato operazioni parti correlate, Laura Angela Tadini.

Mentre la società «si impegna ad aggiornare il mercato non appena le risultanze della due diligence forensic consentiranno di disporre dei dati verificati, dando contezza degli eventuali scostamenti dei risultati attesi rispetto alle guidance (comunicazioni e previsioni dell’azienda al mercato in merito ai propri obiettivi futuri, ndr), sono state intanto avviate avviato interlocuzioni con sindacati e sistema bancario, ma anche con altri portatori d’interesse».

In occasione della giornata di sciopero (il 25 febbraio), la sindaca di Carrara Serena Arrighi ha proposto l’attivazione di un tavolo in prefettura sulla vicenda che investe The Italian Sea Group. Tavolo che, si legge nella nota di Tisg, si riunirà nei prossimi giorni (una data possibile è quella del 12 marzo). «Il prefetto ha preso contatto con l’amministratore delegato – viene spiegato – concordando l’attivazione di un tavolo di confronto con sindaca, sindacati e Autorità portuale. Anche alla luce delle necessità operative legate all’ordinario avanzamento delle commesse in corso, non è previsto il ricorso alla cassa integrazione».


 

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