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Morte David Rossi, la commissione d’inchiesta: «Non fu suicidio, trattenuto per entrambi i polsi»

di Redazione web

	I rilievi dei militari sulla morte di Rossi
I rilievi dei militari sulla morte di Rossi

Una delegazione della Commissione si recherà a Siena venerdì 6 marzo, giorno del tredicesimo anniversario della morte e in quell’occasione presenterà pubblicamente la relazione appena approvata

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SIENA. «La prima perizia a firma Gregori-Manghi e la seconda a firma Manghi», insieme «ai chiarimenti dati in audizione dagli stessi consulenti nelle sedute del 9 dicembre 2025 e del 24 febbraio 2026, mostrano come David Rossi sia stato vittima di una azione con l’intervento di terzi soggetti, escludendo quindi definitivamente che si sia trattato di un evento suicidario, quanto invece di un omicidio».

La bozza

È quanto emerge dalla bozza della relazione intermedia della Commissione monocamerale d’inchiesta sulla morte di David Rossi, presieduta da Gianluca Vinci, deputato di FdI. La Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi «in poco più di un anno e mezzo di attività, ha tenuto complessivamente 42 riunioni plenarie, nel corso delle quali sono stati auditi 33 soggetti, tra familiari di David Rossi, legali ed ex legali della famiglia, consulenti della Commissione, parlamentari ed ex parlamentari, giornalisti, dipendenti ed ex dipendenti Mps, dipendenti ed ex dipendenti del Comune di Siena, ex presidenti della Fondazione Palazzo Te di Mantova, persone informate sui fatti».

È quanto si legge dalla bozza della relazione intermedia della stessa commissione, costituitasi nella seduta del 5 marzo 2024: «Si sono inoltre tenute 33 riunioni dell’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, per un totale, incluse anche le sedute plenarie della Commissione, di circa 46 ore di seduta», si legge ancora.

«La Commissione ha inoltre effettuato una missione a Siena, nell’ambito della quale è stata visitata la sede del Monte dei Paschi di Siena a Rocca Salimbeni. In particolare, la Commissione – si trova scritto inoltre nella bozza della relazione intermedia – ha avuto accesso alla stanza di David Rossi e agli spazi e alle stanze ad essa limitrofi, occupati dal personale che collaborava con lui, nonché le vie adiacenti alla sede del Monte dei Paschi di Siena, tra cui vicolo di Monte Pio. Sono state effettuate altresì due missioni presso case circondariali per interloquire con i detenuti Giandavide De Pau e William Renan Vilanova Correa, che avevano reso precedentemente dichiarazioni sulle circostanze della morte di David Rossi».

«Trattenuto per entrambi i polsi»

«In merito agli istanti precedenti la morte di David Rossi, le risultanze tecniche e scientifiche della prima perizia del tenente colonnello Adolfo Gregori in forza ai Ris di Roma e del dottor Robbi Manghi, medico legale, in merito alle lesioni sul polso di David Rossi ricostruiscono uno scenario chiaro, nel quale David Rossi, prima di precipitare, si trovava sospeso all’esterno della finestra del proprio ufficio, trattenuto per entrambi i polsi e negli ultimi istanti solo per il braccio sinistro, con mani di terzi che stringono il polso».

È quanto emerge ancora dalla bozza: «La prima perizia accerta un forte tentativo di trattenere, sospendere il corpo per il polso sinistro sull’orologio e sul braccio destro con delle ecchimosi dette vibici, da parte di soggetti terzi, mentre la seconda perizia sul volto chiarisce come David Rossi abbia subito lesioni al volto appena prima della caduta, in posizione genuflessa, incompatibili con una volontà autolesiva. Rimane quindi da individuare con certezza il movente di un tale accadimento», si legge ancora.

Una delegazione della Commissione parlamentare di inchiesta si recherà in missione a Siena venerdì 6 marzo, giorno del tredicesimo anniversario della morte e in quell’occasione presenterà pubblicamente la relazione appena approvata in un evento aperto al pubblico che si svolgerà presso l’Archivio di Stato di Siena. È quanto risulta dal resoconto dei lavori della commissione.

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