Diretta
Treni, sabotaggi sull’Alta velocità: giornata di caos sulla Roma-Napoli e Roma-Firenze. «Ritardi fino a 190 minuti»
Il ministro Matteo Salvini: «Odiosi atti criminali contro i lavoratori e contro l’Italia: spero che nessuno minimizzi o giustifichi gesti che mettono a rischio la vita delle persone»
Nuovi sabotaggi sull’Alta velocità e un’altra giornata nera per i treni, con ritardi fino a 190 minuti e passeggeri bloccati nel giorno di San Valentino. Nel mirino le linee alta velocità Roma-Napoli e Roma-Firenze nel nodo nella capitale, con Ferrovie dello Stato che parla di danni segnalati prima dell’alba ai cunicoli contenenti i cavi per la gestione della circolazione e conseguente principio di incendio. I tecnici di Rfi sono intervenuti ma solo dopo il via libera dell’autorità giudiziaria, e la circolazione, fortemente rallentata per tutta la giornata. Con i tabelloni hanno accumulato ritardi, spaccando di fatto l’Italia in due.
Un copione analogo a quello dello scorso sabato, quando due ordigni rudimentali sono stati trovate, questa volta sulla direttrice adriatica, con cavi incendiati e tranciati sulla linea alta velocità a Bologna per Venezia e fiamme in una cabina elettrica vicino ai binari nei pressi della stazione di Pesaro. Così oggi.
Due gli atti dolosi denunciati da Fs: il primo alle 4.30 fra Tiburtina e Settebagni, sulla Av Roma-Firenze, l’altro alle 5.40 tra Salone e Labico, sulla Roma-Napoli. I tecnici di Rfi sono potuti intervenire solo dopo i rilievi e il nulla osta. Nel frattempo, i disagi si sono propagati a cascata: i treni Alta Velocità e Regionali sono stati instradati sulle linee convenzionali, aumentando i tempi di percorrenza fino a 120 minuti tra Lazio e Toscana e fino a 60 minuti via Formia sulla direttrice per Napoli. Alcuni convogli non hanno effettuato fermata a Roma Tiburtina, mentre per i regionali si sono registrate limitazioni e cancellazioni. Intorno alle 15 a Roma Termini i tabelloni hanno segnalato ritardi fino a 190 minuti.
Quella dei danneggiamenti è situazione che va in crescendo. Secondo i numeri diffusi nei giorni scorsi dal Viminale, nel 2025 si sono registrati 49 casi, in forte aumento rispetto ai 9 del 2024. E il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini va all’attacco, parla di boicottaggi e chiede che non vi siano sottovalutazioni politiche: «Odiosi atti criminali contro i lavoratori e contro l’Italia. È stata aumentata la vigilanza e abbiamo incrementato i controlli per stanare questi delinquenti, sperando che nessuno minimizzi o giustifichi gesti che mettono a rischio la vita delle persone».
Sulla stessa linea il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante (FI), che definisce i sabotaggi «una minaccia alla sicurezza» e invoca «pene esemplari» e «risarcimenti milionari» a carico dei responsabili. Dalla maggioranza, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami parla di «ennesimi sabotaggi da parte di criminali» e rilancia la necessità di pene più severe.
Preoccupazione anche dalle associazioni di consumatori. Assoutenti sottolinea che atti del genere «mettono a rischio la sicurezza e causano disagi enormi», chiedendo di rafforzare la sorveglianza e i sistemi di allerta preventiva.
Più netto ancora il Codacons, che annuncia azioni legali per maxi-risarcimenti qualora vengano individuati i responsabili. Paventa inoltre il rischio che i viaggiatori si vedano negati gli indennizzi automatici, poiché il regolamento europeo esclude l’indennizzo ai passeggeri se il ritardo è dovuto a comportamenti di terzi non evitabili dall’impresa ferroviaria, come sabotaggi o terrorismo.
