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Giunta regionale, le linee guida del Giani bis: «Ecco le priorità» – Acqua, sanità e reddito di cittadinanza

di Libero Red Dolce
Un momento della prima seduta
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Un momento della prima seduta

Il racconto della prima seduta, il presidente: «E sull’ok al bilancio conto sulla partecipazione di tutti»

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FIRENZE. Acqua pubblica, sanità territoriale e reddito di cittadinanza regionale (senza aumentare le tasse). I punti programmatici del secondo mandato di Eugenio Giani partono da un programma che ha spostato visibilmente a sinistra la barra del governo regionale e che si pone obiettivi ambiziosi con una giunta in parte rinnovata (ne parliamo nell’articolo qui sopra) e soprattutto si pongono come la rappresentazione plastica meglio realizzata fin qui di quello che è il campo largo immaginato da Elly Schlein.

Tra le partite aperte c’è quella dell’approvazione del bilancio, sulla quale Giani dice di «contare sulla partecipazione attiva di tutti i consiglieri». Ma come ogni primo giorno di scuola, la giornata, ieri (10 novembre), è stata contrassegnata da una serie di collaborazioni dai toni istituzionali e di cooperazione. Poi la battaglia entrerà nel vivo.

A suonare la carica è stata Chiara La Porta, deputata e una delle figure più in vista di Fratelli d’Italia. Ha criticato la presentazione del programma ai consiglieri dopo ore, in una polemica poi rientrata con l’intervento della presidente Stefania Saccardi, ma che ha chiarito l’intenzione della minoranza di non stare a guardare nonostante l’evidente inferiorità nei numeri. E su acqua, sanità e reddito di cittadinanza – temi che incontrano sia resistenze esterne che differenze di vedute con gli alleati – non sarà facile. “La rivoluzione non è un pranzo di gala”, diceva Mao Zedong. Ma nemmeno le riforme saranno un pranzo al sacco, vorremmo prosaicamente suggerire.

Bisognerà anche testare la tenuta dei molti nuovi entrati in consiglio. Ci sono a destra, come Massimiliano Simoni, l’uomo solo della Lega, decimata dalla fallimentare campagna Vannacci. Cravatta gialla, aria smarrita e isolato, il vannacciano non è sembrato del tutto a suo agio. Al voto per la nomina di Saccardi un momento quasi tenero, quando stava per dire «come Lega noi...» ma poi si è corretto ricordando di essere l’unico del gruppo. Traversata dura.

C’è poi la pattuglia apuana che si è arricchita del più giovane della dinastia “Ferri”, Jacopo Maria, sindaco di Pontremoli, e fratello dell’ex sottosegretario alla Giustizia Cosimo, che invece era uomo di fede renziana. Una casata centrista capace di dialogare a destra e sinistra e che potrà svolgere un ruolo di cerniera – o di apertura di contraddizioni nella maggioranza – a seconda delle necessità. Per restare in zona, presente anche il “clan” di Fratelli d’Italia massese, con il deputato Alessandro Amorese e altri nomi di punta del partito apuano, ad accompagnare la nomina di Marco Guidi al consiglio regionale. Sono gli uomini che pochi anni contribuirono a strappare Massa alla sinistra e che ora, piano piano, costruiscono una loro egemonia nel partito e nella destra.

C’è una sala apposita per parenti e amici nella sede del consiglio, affollata quasi più che l’aula vera. Ci sono volti conosciuti, parenti fuori dai radar della politica e umanità varia. Ma lì non sedevano solo i “supporter” della destra toscana.

Arriva solo, savoir faire da politico del popolo, ma al debutto c’è anche Gianni Lorenzetti, ormai ex presidente della provincia apuana, e pronto a prendere l’incarico di capogruppo del Pd. Passaporto schleiniano e verve da politico di altri tempi, ha scalato le gerarchie e preso un posto ambito da tanti. Sarà arbitro dell’armonia interna.

Anche la sinistra ha ovviamente i suoi legami in sala. Nel Pd che nella giornata di ieri ha celebrato, per bocca del presidente, la sua attenzione ai giovani, ci sono altri nomi da tenere d’occhio. Come quello di Elena Maggiorelli, giovanissima e capace assessora a San Miniato, buoni padrini politici e first lady della sottosegreteria. È infatti la compagna di Bernard Dika, l’astro nascente del gianismo – e non solo, le qualità e la grinta per vederlo in scalata ci sono – diventato in poco tempo un punto di riferimento per il presidente.

Le novità in consiglio

Alla prova dei banchi anche i subentranti degli assessori nominati. Nardini lascerà il posto a Matteo Trapani, attualmente nardelliano, Marras a Lidia Bai, di area Schlein e infine Boni a Roberta Casini, di fede gianiana. Un mix interessante che darà pepe al gruppo più numeroso del consiglio.

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