Gioco
Regionali, l'alleanza di sinistra Toscana Rossa ha la sua candidata: è Antonella Bundu
Alternativa alla destra e al campo largo che sosterrà Giani: «Un conto è guardare a sinistra, un conto è fare cose di sinistra». Nel programma salario minimo e stop alle “grandi opere inutili”
Cinque anni fa, sotto le insegne di Toscana a sinistra e Tommaso Fattori come candidato governatore, rimediò un mesto 2,2% finendo esclusa dal Consiglio regionale. La sinistra radicale, però, ci riprova. Malgrado il campo largo. Anzi mirando proprio a colpire e affondare dialetticamente l'alleanza allargata del centrosinistra che da Iv al M5S, passando per il Pd e Avs, si prepara a sostenere il bis di Eugenio Giani alla presidenza della Regione. Con queste premesse Rifondazione Comunista, Potere al Popolo e Possibile si presentano agli elettori e lanciano Toscana rossa.
La candidata: ex capogruppo a Firenze
Il nuovo cartello elettorale stavolta schiera per la presidenza Antonella Bundu, ex candidata sindaca a Firenze nel 2019 e capogruppo a palazzo Vecchio nel successivo quinquennio. Il battesimo della lista, manco a dirlo, avviene in una data e in un luogo che simbolicamente richiamano la Resistenza. Il 4 agosto e piazza Santo Spirito, ovvero il giorno del 1944 in cui cominciò la battaglia per la liberazione definitiva di Firenze dal nazifascismo e piazza Santo Spirito, nell'Oltrarno che fu uno dei presidi della lotta partigiana.
«Un conto è guardare a sinistra, un conto è fare cose di sinistra»
Venendo ai giorni nostri il piatto forte di Toscana rossa è la campagna in antitesi al centrodestra a trazione Alessandro Tomasi, quanto al centrosinistra di governo: «Il campo largo è qualcosa di molto ambiguo- spiega la stessa Bundu, parlando coi giornalisti- un conto è guardare a sinistra, un altro conto è portare avanti dei programmi di sinistra. Ad esempio, se a Firenze parliamo dell'aeroporto non ha senso dire che qualcuno propone di andare contro la nuova pista se si candida insieme a chi è convintamente a favore».
Non è una questione di purezza, in realtà, quella che pone Bundu. Ad animarla, piuttosto, è un fatto di coerenza: «Non è che vogliamo essere più a sinistra degli altri- ribadisce la candidata di Toscana rossa- vogliamo essere un'alternativa vera a un potere che va a braccetto. A livello amministrativo le idee di centrodestra e centrosinistra sono molto spesso simili». Uno spazio per una simile proposta, d'altra parte, ci sarebbe. Quantomeno la speranza è che stavolta non scatti l'appello al voto utile che proprio nel 2020 fece finire Fattori in una tenaglia politicamente fatale: «"È necessario sgomberare il campo da questo tema- chiarisce Bundu- spero che rispetto a cinque anni fa si sia capito che bisogna guardare ai programmi e non dare il voto utile».
Il programma: salario minimo in Regione e blocco delle grandi opere inutili
Proprio sul terreno delle proposte la scommessa di Toscana rossa, in effetti, è sul cambio di paradigma: al centro la pace con il no alle basi militari Nato e la riconversione a uso civile di Camp Darby; le assunzioni massicce nel sistema sanitario con la fine degli appalti esterni; il blocco di tutte le "grandi opere inutili", dagli aeroporti ai grandi assi di scorrimento in Lucchesia e Versilia; il salario minimo di 10 euro l'ora agganciato all'inflazione per chiunque lavori per la Regione o tramite appalto. Dal punto di vista organizzativo la sinistra si dà appuntamento il 9 agosto per un'assemblea pubblica a Viareggio. Già adesso, però, deve fare i conti con i primi dissidi con i potenziali partner di questa operazione: l'associazione 11 agosto. Nel fine settimana il leader del movimento Tomaso Montanari ha escluso in via preventiva un coinvolgimento nel progetto. "Non vogliamo entrare in queste polemiche- ribatte Bundu- ma ci sembra un intervento un po' prematuro e inutile ancor prima della presentazione della lista alla stampa".
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