Il Tirreno

Toscana

Regionali in Toscana

Giani, la candidatura è sospesa: «Rispetterò le decisioni di Elly»

di Francesca Ferri

	Elly Schlein ed Eugenio Giani sabato scorso (foto Imagoeconomica/ Minelli)
Elly Schlein ed Eugenio Giani sabato scorso (foto Imagoeconomica/ Minelli)

Incontro fiume al Nazareno tra il presidente uscente e la segretaria del Pd che frena la sua fuga in avanti e gli strappa una promessa: «Passi condivisi»

3 MINUTI DI LETTURA





ROMA. Niente via libera alla candidatura di Eugenio Giani, almeno per il momento, per le elezioni regionali di ottobre. La segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, prende tempo. E il presidente esce dall’incontro fiume, ieri (14 luglio) al Nazareno, con l’impegno a rispettare il disegno del partito per la Toscana: «Affido alla segretaria nazionale e al segretario regionale la guida del percorso politico che ci porterà a presentare alla Toscana un progetto all’altezza della sua storia e del suo futuro. Da parte mia, ne rispetterò le decisioni e la conclusione, offrendo la mia massima collaborazione in questo passaggio decisivo». Insomma, fuga in avanti stoppata. E passo, se non indietro - «Macché passo indietro», dice Giani all’uscita - almeno risincronizzato sul ritmo del Pd nazionale e regionale.

«Il mio stato d’animo è di grande serenità», aveva detto Giani prima di entrare. Chi gli è vicino sostiene che fosse convinto di poter tornare a Firenze con l’investitura in tasca. Già a incontro ancora in corso, però, è stato chiaro che non sarebbe stata una passeggiata. Iniziato alle 14,30, il colloquio è finito verso le 19. Quattro ore e mezza. Molto più che il tempo necessario a una pacca sulla spalla.

Chi c’era racconta che si è iniziato con toni accesi. «Eugenio, perché hai rotto il patto che avevamo?», ha chiesto Schlein. Il patto era quello di non precipitarsi a briglia sciolta. L’autocandidatura di Giani, ha spiegato la segretaria, ha davvero rischiato di mettere in crisi l’alleanza con il M5s di Giuseppe Conte. Non solo in Toscana, dove il Movimento, dopo 5 anni di opposizione, è entrato in coalizione a patto di una «discontinuità», cioè con un candidato che non fosse Giani. Ma soprattutto in Campania, dove la richiesta del M5s di presentare Roberto Fico non ha ancora l’avallo del presidente uscente Vincenzo De Luca, Pd. I malumori sollevati dalla fuga di Giani si sono fatti sentire nel Pd a tutti i livelli. Schlein non ha fatto mistero che l’irritazione che una parte del Pd toscano ha fatto trapelare in questi giorni è stata la sua stessa irritazione, rimarcando il canale di fiducia con il segretario toscano Emiliano Fossi. Infine, ha spiegato Schlein, anche a Roma la mossa del presidente toscano non è piaciuta. Tanto che qualcuno le avrebbe chiesto di risolverla tout court: niente candidatura. Giani, dal canto suo, spiega sempre chi c’era, si è detto amareggiato per le voci di una freddezza del partito nei suoi confronti. Insomma, si è sentito abbandonato. E ha mostrato le sue carte: sondaggi granitici, classifiche di gradimento, l’appoggio di 103 sindaci e della Cgil.

Come si è concluso l’incontro lo si legge nella dichiarazione scritta diramata da Giani, un testo molto distensivo, in cui ha definito quello con la segretaria «un incontro proficuo, segnato da una piena condivisione del quadro politico», con lei e con i membri della segreteria nazionale Igor Taruffi e Marco Furfaro, e con il segretario regionale Fossi, bollando come «fraintendimenti» che hanno «dato l’idea di divisioni inesistenti» le ultime mosse. «Siamo tutti consapevoli della delicatezza di questo passaggio: costruire un progetto politico largo, unitario e credibile, fondato su un programma condiviso con partiti, movimenti e società civile. Un progetto che guardi al futuro della Toscana e del Paese», dice Giani. «Le sfide che abbiamo davanti sono enormi», aggiunge. «Per questo abbiamo discusso di come dare vita a una proposta politica all’altezza del tempo che viviamo, capace di unire tutte le forze alternative alla destra». E «ogni passo che compiremo nei prossimi giorni sarà condiviso, con quello spirito unitario che ha sempre contraddistinto il nostro lavoro». 

Primo piano
Fa discutere

Mangiano alla festa di paese e stanno male: il caso nel borgo amiatino e la spiegazione dell’assessore

Estate