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Quanto costeranno i dazi Usa alla Toscana? Un calo di 420 milioni del Pil 2025. I settori più rischio
Lo studio di Irpet: tra i settori più colpiti farmaceutica, elettromeccanica, moda e alimentare
I dazi di Donald Trump avranno effetti recessivi sull’economia mondiale, «la cui entità potrà essere valutata solo nel corso del tempo, perché condizionata dal tipo e dalla dimensione delle reazioni che a vari livelli si osserveranno a seguito delle nuove imposte sui prodotti che da ora in poi attraverseranno la dogana americana». È la premessa generale dello studio dell’Irpet (Istituto regionale programmazione economica della Toscana) che fa due conti su quanto costeranno alla Toscana i dazi americani. Nel 2025 il calcolo stimato in uno studio redatto dal direttore dell’Istituto, Nicola Sciclone e dal dirigente vicario Leonardo Ghezzi, è di circa 420 milioni di euro.
«La decisione unilaterale del Presidente americano di imporre i dazi sulle merci straniere segna l’ingresso dell’economia mondiale in una nuova fase - scrive l’Irpet - . Quella in cui il protezionismo prevale sul libero commercio. E in cui l’unilateralismo delle decisioni e l’egoismo degli interessi di una parte rischia di provocare una recessione globale. Che paradossalmente è potenzialmente controproducente anche per gli stessi americani».
Gli attesi dazi sulle esportazioni negli Usa avranno in prima battuta una ricaduta sull’export toscano. Nel 2024 le esportazioni della nostra regione verso gli Stati Uniti hanno raggiunto il valore di circa 10 miliardi di euro, in continua ascesa negli ultimi 15 anni. Gli Usa rappresentano uno dei nostri principali partner commerciali, dopo L’Europa, sottolinea l’istituto economico toscano. Gli Stati Uniti assorbono circa il 16% dei prodotti che vendiamo all’estero, più di quanto non facciano ad esempio la Francia (13%) o la Germania (8%) che sono gli altri due prioritari canali di sbocco delle nostre esportazioni.
I settori con il più alto valore delle esportazioni nel mercato americano sono nell’ordine la farmaceutica, l’elettromeccanica, il comparto moda nelle sue varie articolazioni in cui spiccano concia, pelletteria e calzature, naturalmente l’industria alimentare e la gioielleria. Questi settori - commentano dall’Irpet - rappresentano il 76% dell’export toscano negli Stati Uniti.
Il modello macroeconomico di Irpet stima, sulla base dell’elasticità della domanda americana, una riduzione del prodotto interno lordo toscano che nel 2025 sarà pari a 420 milioni di euro.
Pertanto, la crescita attesa passerà, per effetto dei dazi, da +0,8% a +0,5%. Ma gli effetti complessivi sono differenziati fra i vari settori: ad esempio sono significativamente più alti per la farmaceutica (-4,4% di valore aggiunto) e meno incidenti, ma sempre relativamente più rilevanti, per la moda (-1,2%), la chimica (-0,7%) e l’automotive (-0,7% per autoveicoli e rimorchi, -1,5% per altre attrezzature per trasporto), -0,5% per prodotti alimentari e bevande, -0,2% per l’agricoltura.
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