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Adozioni, Toscana al vertice in Italia: in 11 anni adottati 1.500 bambini stranieri. E ora potranno farlo anche i single: i dati e le novità

di Francesca Ferri

	Toscana al vertice in Italia per le adozioni internazionali (foto di repertorio)
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Toscana al vertice in Italia per le adozioni internazionali (foto di repertorio)

Nel 2023 sono state 58 le coppie toscane che hanno chiesto di adottare un bambino: solo la Lombardia ha registrato più richieste. Ecco cosa prevede la sentenza della Corte Costituzionale che apre nuove possibilità per chi vuole accogliere un minore

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Con 1.480 bambini stranieri adottati in undici anni, dal 2011 al 2023, e con il più alto numero di richieste di adozioni internazionali e il più alto numero di bambini e ragazzini che riescono a trovare una nuova famiglia nel nostro Paese (nell’anno 2023), la Toscana è sul podio nazionale delle regioni che, più delle altre, riescono a dare una famiglia ai bambini stranieri rimasti soli. E adesso questa possibilità potranno averla anche i single.

Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con una sentenza depositata nei giorni scorsi. I giudici della Consulta hanno dichiarato, infatti, costituzionalmente illegittimo l'articolo 29-bis, comma 1, della legge sulle adozioni (numero 184 del 1983, ndr) nella parte in cui non include le persone singole fra coloro che possono adottare un minore straniero residente all'estero. Al momento, ciò è consentito soltanto alle coppie sposate da almeno tre anni.

Adozioni internazionali

Tornando ai dati Toscani sono state 58 le coppie della nostra regione – marito e moglie, come impone la legge – che nel 2023 hanno presentato richiesta di adottare uno o più bambini stranieri. Solo la Lombardia ha registrato più richieste, 83, pari ad altrettante coppie che si sono fatte avanti. In terza posizione il Veneto, con 54 coppie per altrettante richieste. Nello stesso anno sono stati 73 i bambini e ragazzini stranieri, di età compresa tra zero e 17 anni, che hanno potuto trovare un babbo e una mamma in Toscana. Un numero pari a quello della Campania, superato, di nuovo, solo dalla Lombardia, dove gli adottati sono stati 84. Il tasso medio annuo di adozioni in Toscana è di 13,9 adottati ogni 100mila residenti della stessa età (0-17 anni), una performance che è oltre il doppio rispetto al valore medio nazionale, fermo a 6,4, e che pone la Toscana a livelli di adozione vicini a quelli medi italiani degli anni pre-pandemia. Nel 2019 il tasso italiano era infatti pari a 12,4. Nel 2023 la Toscana è stata seconda solo al Molise (18). I dati sono quelli del report annuale della Commissione per le adozioni internazionali (Cai) presso la Presidenza del consiglio dei ministri, aggiornato al 2023. Numeri dietro ai quali ci sono storie di uomini e donne che attendono anni – fino a sette, dice ancora il report – per poter accogliere in famiglia un bambino o una bambina, o anche due fratellini. E dietro ai quali ci sono bambini che, ai quattro angoli del mondo, non di rado abbandonati dai genitori naturali e cresciuti in orfanotrofio, sono pronti per poter dire, di nuovo o per la prima volta, “babbo” e “mamma”. In Italiano.

Tribunale di Firenze al top

Se già il numero delle richieste e quello dei bambini effettivamente accolti da famiglie toscane sono tra i più alti in Italia, la Toscana ha anche un primato assoluto. Delle 58 coppie toscane che nel 2023 hanno fatto richiesta di adozione, ben 56 si sono rivolte al Tribunale per i minorenni di Firenze. Che, in virtù di questi numeri, risulta primo in Italia per numero di richieste, il 12% sul territorio nazionale. Al secondo posto, il Tribunale per i minorenni di Venezia con 53 coppie (11% del nazionale), seguito da quelli di Milano e Brescia, rispettivamente con 46 e 37 coppie pari al 9% e 8%. Ma non è questo l’unico primato che riguarda la Toscana in tema di adozioni internazionali.

La storica sentenza

Un po’ toscana è anche la storica sentenza della Corte costituzionale che venerdì scorso ha dichiarato incostituzionale il divieto per le persone singole di adottare bambini all’estero. Un pronunciamento che apre ai single una possibilità che finora era loro negata, e che continua a essere negata per l’adozione nazionale e, in generale, per le coppie di fatto, eterosessuali o omosessuali. È infatti originaria di Siena la donna, Raffaella Brogi, 54 anni, magistrata, consigliera di Cassazione, che con il suo ricorso ha spinto la Corte costituzionale ad abolire il divieto delle adozioni internazionali per le persone single. Ed è stata docente all’Università di Pisa, dopo esservisi formata la la Scuola Superiore Sant’Anna e la stessa Università di Pisa, la giudice della Corte costituzionale Emanuela Navarretta, che ha redatto la sentenza (articolo a destra).

Pandemia e guerra

In attesa che la decisione della Consulta atterri nella pratica quotidiana e dia la possibilità concreta a un’aspirante mamma o a un aspirante babbo single di adottare un bambino all’estero, il tema delle adozioni, compreso il conteggio delle pratiche, si basa sulle “coppie”. E sono numeri che, anche in Toscana, come nel resto d’Italia e del mondo, hanno risentito fortemente di due eventi che hanno segnato il quadro internazionale: la pandemia da Covid e l’invasione dell’Ucraina, che hanno bloccato le adozioni da questi due Paesi. Per quanto riguarda la Toscana, osservando a ritroso il decennio 2013-2023, si nota una cesura al 2019. Quell’anno i bambini adottati sono stati 104. L’anno precedente 119; nel 2017 sono stati 159, nel 2016 183, nel 2015 247, nel 2014 222, nel 2013 sono stati 299 e nel 2012 295. Diversa la situazione dal 2020, quando sono arrivati in Toscana 79 bambini; nel 2021 ne sono arrivati 65, nel 2022 73 e altrettanti nel 2023. Insomma, circa un quarto rispetto a undici anni prima.

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