Il Tirreno

Toscana

Il racconto

Russia-Ucraina, a Forte dei Marmi la “guerra” non c’è mai stata. Il sindaco: «L’episodio simbolo»

di Angelo Petri e Barbara Antoni

	Turisti russi sulla spiaggia di Forte dei Marmi
◗
Turisti russi sulla spiaggia di Forte dei Marmi

Nel paese a maggior presenza russa (e ucraina) della Toscana la convivenza è sempre stata serena. Il sindaco Murzi: «Da noi mai verificati episodi di tensione, semmai ci sono state gare di solidarietà»

3 MINUTI DI LETTURA





FORTE DEI MARMI. Tra cittadini russi e ucraini che vivono nel luogo più glamour della Versilia non serve una dichiarazione di pace per sancire una coesistenza serena. Qui la guerra tra i due popoli non è mai scoppiata; e se il Comune, dopo l’inizio del conflitto, ha potuto ospitare una ventina di famiglie ucraine in fuga dalle bombe, con 35 bambini inseriti nelle scuole e nelle società sportive locali, è stato grazie a donazioni di russi che vivono o frequentano Forte dei Marmi.

A svelare questa positiva “storia al contrario” è il sindaco Bruno Murzi. «Pochi giorni dopo l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina – racconta – si presentò da me una signora, dicendo che voleva creare un fondo qui a Forte dei Marmi, un sostegno da destinare ai bimbi ucraini. Un imprenditore russo da solo ha donato cinquantamila euro, più altre donazioni giunte da altri russi che vivono da noi o frequentano Forte. Grazie alla cifra raccolta, abbiamo potuto avviare un progetto di accoglienza di circa venti famiglie ucraine con 35 bambini, abbiamo potuto ingaggiare traduttori nelle scuole e altre figure necessarie. Anche d’estate, quando sia la comunità russa che ucraina qui da noi aumenta di numero, non abbiamo mai ravvisato alcun episodio di tensione per via della guerra in atto».

E anche adesso, con i venti di pace che cominciano a spirare tra i due paesi, Forte continua a rappresentare un caso a sé. Un po' per la stagione invernale sonnacchiosa, che invita i pochi ospiti ucraini e russi ancora presenti a privilegiare i salotti di casa; un po' perché nella cittadina versiliese, dove la convivenza tra questi due popoli è sperimentata di fatto, in effetti non ci sono mai stati episodi che facessero pensare al contrario. I ricchi dell'Europa dell'est si incontrano in estate, qui, soprattutto sotto le tende dei bagni più vip e poco importa se il vicino viene da Kiev o da Mosca: il sole riscalda tutti, e tutt’al più si scambiano qualche saluto di circostanza incontrandosi sotto la tettoia del bagno. Idem nei grandi ristoranti stellati dove non è difficile veder parcheggiati davanti enormi Suv con targhe russe o ucraine. Chi per lavoro ha a che fare con questi ospiti – che va sottolineato hanno avuto tempo e mezzi per starsene ben lontano da tutti gli scenari di guerra anche perché spesso residenti da tempo nelle capitali europee – sottolinea comunque da sempre la perfetta convivenza, e quindi anche le notizie di pace sicuramente saranno accolte con un sospiro. Sicuramente le agenzie e chi fa affari con i russi e gli ucraini con il ritorno ad una certa normalità potrebbero tornare a vedere arrivare in zona nuovi acquirenti del ceto medio, di cui Forte sembra essere il sogno italiano. Di certo però non sembra proprio che russi e ucraini che vivono al Forte e dintorni stiano aspettando le mediazioni russo americane per rientrare, continueranno come sempre la loro eterna vacanza, in attesa che la spiaggia torni ad accoglierli ancora una volta spalla a spalla. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa