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La sentenza

Dall’ergastolo all’assoluzione in meno di 24 ore: così sulla mente di Seung la giustizia si divide

di Pietro Barghigiani
Dall’ergastolo all’assoluzione in meno di 24 ore: così sulla mente di Seung la giustizia si divide<br>

Condannato per il delitto Capovani, a Lucca era accusato di aver diffamato un medico. Le due perizie arrivate a conclusioni opposte. «È strano, ma giuridicamente possibile»

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LUCCA. Per la Corte d’Assise di Pisa al momento di uccidere la psichiatra Barbara Capovani nell’aprile 2023 era capace di intendere e volere.

Quando nel 2021 aveva postato su Facebook una serie di accuse all’allora primario di psichiatria del Versilia, Gianluca Paul Seung, 35 anni, di Torre del Lago, era affetto da un vizio totale di mente.

A Pisa nel tardo pomeriggio di mercoledì è arrivato l’ergastolo, a Lucca il giudice monocratico Lucrezia Fantechi ha letto ieri mattina un dispositivo di proscioglimento per incapacità totale di intendere e volere per il torrelaghese con la prospettiva carceraria di un fine pena mai.

Due verdetti opposti in meno di 24 ore per un imputato che con il suo crimine nella primavera dello scorso anno portò alla ribalta nazionale un tema che nel tempo è diventato un fenomeno da allarme rosso, quello delle aggressioni al personale sanitario.

Le sentenze seguono il pendolo delle perizie che oscilla sulla salute mentale dell’assassino reo confesso della dottoressa dell’Asl, 55 anni, residente a Pisa e originaria di Querceta. Uccisa fuori dal reparto del Santa Chiara a Pisa che guidava e nel quale Seung era stato ricoverato con un Tso e contenuto al letto per la sua agitazione proprio dalla dottoressa diventata una “nemica” per lo sciamano, così si era autoproclamato il 35enne, e accusata delle peggiori nefandezze. Deliri coltivati in un odio sfociato nell’aggressione mortale a colpi nella testa con un oggetto contundente mai ritrovato.

Se in Corte d’Assise il collegio peritale ha giudicato Seung capace e responsabile delle sue azioni, in passato il professor Pietro Pietrini, luminare delle neuroscienze, aveva concluso la sua perizia con un giudizio di vizio totale di mente.

È la consulenza che il Tribunale di Lucca ha acquisito per definire il processo in cui il 35enne doveva rispondere di diffamazione nei confronti dello psichiatra Mario Di Fiorino.

Per l’avvocato Andrea Pieri, difensore di Seung, che in Assise a Pisa ha chiesto mercoledì l’assoluzione per vizio totale di mente del suo assistito, «tecnicamente è possibile la valutazione della capacità di intendere e volere definita per ciascuna episodio. Quindi un soggetto può essere giudicato capace per un fatto e incapace per un altro. Non è che uno che viene dichiarato incapace e lo sarà per tutta la vita. C’è da dire, tuttavia, che il senso comune dell’uomo della strada diciamo che vacilla di fronte a sentenze che valutano Seung in senso diametralmente opposto. Ripeto, dal punto di vista giuridico non stupisce, ma qualche domanda il tema la pone».

Tra i numerosi bersagli social di Seung era finito anche lo psichiatra Di Fiorino. Le accuse che erano poi sfociate in querela, ma senza la costituzione di parte civile, erano quelle di «fare commercio di carne umana, rapimento e uccisione di bambini, reati commessi assieme al sindaco di Viareggio e altri quali Messina Denaro e la regina d’Inghilterra».

Era l’estate 2021 quando Di Fiorino decise di fermare le esagerazioni di un paziente che rifiutava le cure e sosteneva che da piccolo nella base Nato a Napoli, dove era nato, figlio di un militare americano di origine coreana e di una campana, era stato sottoposto a un esperimento che gli aveva modificato il cervello. Quella mente che da anni è un mistero divisivo per gli psichiatri ancora alla ricerca di un giudizio clinico definitivo.

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