Internet Festival, l’intelligenza artificiale diventa “pop”: così il progresso fa divertire – Video
A Pisa le nuove frontiere della tecnologia, Crivellini: «Con il rigore della scienza può essere accessibile a una platea più ampia»
PISA. C’è un lato pop dell’intelligenza artificiale. Capace «con la precisione e il rigore della scienza di essere accessibile a una platea più ampia». Fruibilità che fa rima con divertimento, certo, curiosità – inevitabile –, ma anche con riflessione con uno sguardo al futuro (prossimo) e al presente. Parola di Mattia Crivellini, divulgatore (anche sui social e sul web con Fosforo), scrittore, esperto in materia che tiene per oltre un’ora gli studenti di una scuola di Trento con gli occhi su di lui, sullo schermo. Musica, video e tanto altro. Lo fa nell’incontro “Divertiamoci con l’intelligenza artificiale” all’interno del programma dell’Internet Festival numero 14 a Pisa nella giornata inaugurale (la conferenza sarà bissata venerdì 11 alle 11, sempre al centro congressi Le Benedettine) della manifestazione che durerà fino a domenica 13, compresa, con un calendario eterogeneo e con tanti personaggi.
Video e musica
Intelligenza artificiale e robotica, società e tecnologia, ma non solo: sono le direttrici delle giornate di festival pisano, di cui Crivellini è un habitué (è presente dalle prime edizioni). Ma torniamo al lato pop dell’Ai: «Perché studiare matematica? Siete nativi digitali, rispondetevi da soli quando una piattaforma vi suggerisce un film magari, perché parte tutto da lì», ancora Crivellini. Numeri e dati proiettati che d’improvviso affascinano e tengono tutti con lo sguardo incollato a quello schermo che proietta informazioni, video e brani creati. «Quello che vedete lì – indica un filmato – è un video dove parlo in cinese (e francese). Non sono io, non so il cinese: è un mio avatar, con un labiale che si è “allenato” sulla mia faccia», sintetizza ancora.
Gli scenari
Ma, come detto, il lato pop – infarcito, perché no, di nozioni e date – presta il fianco alla riflessione più generale, incalzata dagli stessi studenti. «Tutto sull’Ai – aggiunge – è in evoluzione, lo so: ciò che dirò in questi giorni dovrò aggiornarlo alla prossima conferenza. È un bel segnale che i più giovani, soprattutto, si facciano così tante domande però». «Cosa succederà adesso? – che è la domanda più ricorrente, ovviamente –. Non è semplice dirlo, da prodotto l’Ai diventa caratteristica, funzionalità. Può diventare una funzione di un cellulare – conclude –: è già presente con alcune caratteristiche, d’altronde, nelle funzionalità delle fotografie che scattiamo, o può diventare d’aiuto per la scrittura di una mail. Sarà più dentro al flusso della nostra vita. Abbiamo visto come ci si può divertire, ma è anche sempre più importante in ambito medico e nella ricerca, è bene dirlo: ma è ovvio che dobbiamo vigilare, perché nessuno, al momento, ha risposte pronte».
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