Il Tirreno

Toscana

L’intervista

Meteo in Toscana, le previsioni del climatologo Mercalli: «I temporali? Solo una pausa, poi tornerà il caldo»

di Mario Neri

	Le spiagge di Marina di Massa invase dai turisti prima di Ferragosto
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Le spiagge di Marina di Massa invase dai turisti prima di Ferragosto

Il divulgatore scientifico e volto di “Che tempo che fa”: «Fenomeni anomali. Ora basta alibi, il pianeta si scalda»

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«I temporali in arrivo? Una piccola pausa. Abbasseranno un po’ la temperatura ma poi il caldo ricomincerà, magari più moderato, ma non si è rotta l’estate. Non stiamo parlando dell'arrivo del fresco». Se agognavate questo momento, sappiate che potrebbe essere effimero. Un miraggio di due giorni, domani e lunedì. «Poi si ricomincia», dice Luca Mercalli, docente, climatologo e volto di Che tempo che fa.

Mercalli, l’estate non si è rotta con la tempesta di Ferragosto?

«No. Rispetto alle classiche rotture dell'estate di 30 anni fa, quando la prima ondata dei temporali chiudeva la stagione estiva, assisteremo a un passaggio di temporali soprattutto al centro nord, al sud quasi nulla, e questo farà abbassare la temperatura di alcuni gradi ma poi tornerà a salire, anche se con qualche grado in meno».

Di quanti gradi si abbasserà la temperatura?

«Di 3 o 4 gradi. Invece di avere 38 gradi come è stato finora ne avranno 34 o 32, a seconda delle località. Questo avverrà dopo il raffreddamento di sabato (oggi, ndr) e domenica che sarà più intenso e porterà giornate con 25-28 gradi. Pioverà, ci saranno temporali, ma è un'interruzione momentanea. Tornerà un caldo più gradevole, ma ancora con piene caratteristiche estive, insomma non c'è l'autunno che incombe».

E fino a quando?

«Fino al 27-28 di agosto non ci sono particolari svolte, rimane un'estate più moderata senza gli estremi di caldo di prima, che peraltro erano tutti anomali».

Il caldo che ci ha accompagnato da luglio ad oggi?

«Sì, il mese di luglio è stato il terzo mese di luglio più caldo degli ultimi 220 anni in Italia, non è uno scherzo. Sono i dati del Cnr di Bologna».

Sappiamo che le previsioni a lungo termine non sono facili da fare...

«No guardi, fermiamoci all’ultima settimana di agosto, che è già tanto, poi si vedrà».

Come saranno i temporali in arrivo?

«Non lo possiamo sapere. Come sempre il temporale è una formazione molto locale e di breve durata, si possono solo dare delle indicazioni generali di vigilanza: potrebbero essere normali, trascurabili, la classica pioggia che dura qualche ora, o anche localmente molto intensi, come è successo nei giorni scorsi. Questo lo si può sapere solo poche ore prima».

Sulla costa toscana c'è stata tempesta. È un’avvisaglia di ciò che sta per arrivare?

«Sono fenomeni disgiunti».

Ma queste tempeste sono normali?

«Allora, non è una novità il temporale. La novità è la frequenza e l'intensità maggiore. Questo è il punto. Se prima avevamo una tempesta forte per stagione, oggi ne abbiamo tre. Se la grandine una volta era grande come una ciliegia, oggi è grande come un'arancia».

È tutto da addebitare al riscaldamento globale o incide qualche altro fattore?

«Esclusivamente il riscaldamento globale. Lo ripetiamo in tutte le lingue, non ci sono alibi, non sono cause naturali perché le cause naturali si conoscono. Non è che i climatologi si interrogano oggi sul perché fa caldo. La terra si scalda per vari motivi. Alcuni di questi sono naturali, ma adesso la causa è determinata dall’uomo. I riscaldamenti avvenuti migliaia di anni fa sono derivati dall'attività del sole, da processi astronomici, dal cambiamento dell'orbita terrestre, cose che hanno peraltro tempi lunghissimi di sviluppo. Ma ora questi fenomeni non stanno operando».

Quindi dobbiamo abituarci alla trasformazione del clima e del nostro habitat?

«La parola “abituarsi” purtroppo funziona fino a un certo punto: non ci si abitua mai quando le condizioni diventano sfavorevoli. Ci si abitua a fenomeni tollerabili, ma in certi casi non ci si può abituare. Alla grandine di un chilo lei come si abitua? Quando le spacca il parabrezza tre volte in un'estate che fa? Facciamo i parabrezza blindati?».

Ma è reversibile?

«Fino al punto in cui siamo arrivati oggi è irreversibile. Possiamo però evitare che peggiori. L'accordo di Parigi è la medicina che le Nazioni Unite tentano di far ingoiare ai paesi riluttanti. Ma se vogliamo evitare che la temperatura continui a crescere senza freni rendendo il pianeta davvero ostile, dobbiamo prenderla».

Quanto tempo abbiamo per prendere questa medicina?

«Tra i 10 e i 20 anni. Dobbiamo arrivare a zero emissioni entro il 2050, e non abbiamo ancora cominciato».

Quando dobbiamo iniziare per riuscire a fare in modo che la medicina sia efficace?

«Ieri, ieri! L'accordo di Parigi è stato firmato nel 2015. Pure il Papa si è incazzato. A ottobre 2023 ha scritto un documento molto irrituale. Un’esortazione apostolica. Si lamentava che fossero trascorsi otto anni dall'approvazione dell'accordo di Parigi. Siamo tutti qui a dire: cosa aspettiamo? Il medico la diagnosi l'ha fatta, la terapia è suggerita, ora bisogna fare la cura. Però se uno non la vuole fare, il risultato è una malattia che peggiora. Mi sembra tutto abbastanza lineare».

Che cosa anima i paesi recalcitranti?

«Semplice. Recalcitrano perché ci sono enormi interessi economici. Pensi al mercato del petrolio, del carbone, del gas. Miliardi di dollari. E poi c'è l'attitudine alla pigrizia delle società. Le persone, messe di fronte alla necessità di cambiare, sono sempre riluttanti: temono di dover pagare di più, di perdere le comodità. Il che non è sempre vero: su certe cose ne guadagniamo in salute e anche in bolletta. In altre magari qualche rinuncia bisognerà farla. Messe tutte insieme potremmo anche trarne un bilancio positivo. Invece si protesta contro le auto elettriche, si protesta contro la casa green. Ad ogni cosa che si vuole fare per ridurre il danno ambientale emerge una protesta. Basta. Facciamolo almeno per i nostri figli».

 

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