Il Tirreno

Toscana

La memoria è storia

Sant’Anna di Stazzema, il giorno dello sdegno: «Grave l’assenza del governo»

dall’inviata Barbara Antoni
Il coro dei bambini del festival Pucciniano al Sacrario, Mario Marsili, e Adele Pardini
Il coro dei bambini del festival Pucciniano al Sacrario, Mario Marsili, e Adele Pardini

L’attacco del sindaco e del presidente della Regione durante la commemorazione, Verona: «La premier Meloni non ha nemmeno risposto al nostro invito»

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SANT’ANNA DI STAZZEMA. Sono «crimini imprescrittibili», scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, quelli compiuti ottanta anni fa – il 12 agosto 1944 – a Sant’Anna di Stazzema da quattro reparti dell’esercito tedesco, coadiuvati da gruppi di fascisti locali: senza alcun rigurgito di pietà in tre ore trucidarono 560 persone, di cui 120 bambini e 250 donne, otto delle quali in stato di gravidanza. «Ai discendenti e alle genti di Stazzema, che rinnovano oggi il dolore della propria comunità per lo sterminio dei propri cari, va il sentimento commosso dell’intera Nazione», scrive ancora Mattarella nel suo messaggio a Sant’Anna, in occasione delle celebrazioni, ieri, tra la piazza della Chiesa e il Sacrario che custodisce i resti delle vittime.

Il caso

Ma il governo non c’è: è il grande assente di una giornata che rimarrà storica, per l’onore della memoria, il rispetto delle vittime, per il messaggio universale che «non ci sia una nuova Sant’Anna». «Nie wieder Sant’Anna»: la frase, sulla bandiera del Parco della Pace, è scritta anche in tedesco.

Parte dal Col di Cava l’affondo al governo. Dalla vetta su cui sorge il Sacrario, da dove il mare all’orizzonte lo potresti toccare, dove il sole si staglia a picco e supera sicuramente i quaranta gradi, senza che nessuno della moltitudine di presenti si scomponga, il sindaco di Stazzema Maurizio Verona prima , il presidente della Regione Eugenio Giani poi non risparmiano attacchi.

Il sindaco tuona

«Chi ha ruoli importanti – scandisce Verona al microfono – oggi aveva il dovere di essere qui, a Sant’Anna, di accogliere l’invito, di guardare negli occhi i nostri superstiti, abbracciarli, chiedere scusa dell’oblio di Stato sui fatti del 12 agosto del ’44 e ringraziarli per quello che fanno con molto dolore ma con altrettanta tenacia. Oggi qualcuno è assente – dice Verona al microfono –. Ringrazio il prefetto di Lucca Giuseppa Scaduto, i tanti sindaci venuti a dare forte testimonianza che lo Stato non è assente».

Ci ha provato in tutti i modi e per settimane il sindaco Verona, con tutto il suo ufficio, a invitare a Sant’Anna autorevoli rappresentanti del governo. «Prima abbiamo chiesto al ministro Antonio Tajani – spiega dopo l’intervento pubblico –; alla fine ha declinato l’invito per impegni precedenti. Poi – racconta – abbiamo preso contatto con l’ufficio personale della presidente del consiglio Giorgia Meloni: da lei non abbiamo ricevuto nemmeno una risposta, nemmeno per dire che non sarebbe potuta venire». Solo il silenzio. E il silenzio fa male. Fa male a questo luogo di dolore, fa male al pensiero che fin lassù, sulle loro gambe malferme e sorreggendo il peso di un’età importante, sono andati, con indosso l’abito dei giorni importanti, i superstiti: Mario Marsili, figlio di Genny Bibolotti Marsili, che sacrificò la sua vita per salvarlo, e Adele Pardini, 84 anni, sorella di Anna Pardini, la vittima più giovane dello sterminio perpetrato a Sant’Anna, morta a venti giorni e ferita mentre era in braccio alla madre, trucidata sul colpo, e sorella anche di Cesira Pardini, insignita della medaglia d’oro al valore civile: insieme ad Anna, ci sono una sorella e un fratello, superstiti anche loro dell’eccidio. Ma i rappresentanti del governo no.

Il presidente Giani

«Non vedo la presidente del consiglio, non vedo ministri né sottosegretari – esplode il presidente della Regione Giani, presente a Sant’Anna con altri due esponenti della Regione, gli assessori Alessandra Nardini e Stefano Baccelli, nella sua orazione finale della commemorazione –. Sinceramente è una cosa grave e mi sarei aspettato ben altro per ricordare gli ottanta anni di Sant’Anna, che vedono in una giornata come questa la presenza dei sindaci, delle associazioni e dell’anima vera della Toscana. Lascia amarezza e un profondo dispiacere questa assenza, che ha segnato anche la cerimonia per la Liberazione di Firenze. Mi auguro – sottolinea – che vi sia consapevolezza che la nostra Repubblica nasce da qui, da Sant’Anna, dalla Resistenza e dall’opposizione al fascismo».

I figli

«Mi colpisce la quantità di persone che sono oggi a Sant’Anna – sono le parole di Massimo Pieri, figli di Enrico, uno dei superstiti che sono stati un simbolo dell’eccidio di Sant’Anna, scomparso a maggio 2023 –. Mi colpisce però anche che il governo non sia presente; non ho parole», sottolinea.

Le dichiarazioni “riparatorie”

Le parole di Verona e Giani rimbalzano ovunque a tutta velocità. Il caso a Sant’Anna è esploso; arrivano dichiarazioni “riparatorie” da esponenti del governo: di cordoglio e vicinanza, non di condanna. «L’eccidio di Sant'Anna di Stazzema – fa sapere Lorenzo Fontana, presidente della Camera – è stato uno dei crimini più brutali commessi dai nazifascisti in Italia. Fu un'azione premeditata per sterminare la popolazione civile, senza risparmiare donne, anziani, bambini. Rinnoviamo il nostro cordoglio per le vittime e la nostra vicinanza a chi ha pianto familiari barbaramente uccisi. La memoria è un dovere da coltivare per costruire un futuro di pace». «A Sant’Anna di Stazzema si consumò un massacro di vite innocenti. Un eccidio che ci ricorda, oggi più che mai, il valore della pace e della giustizia», le parole del ministro della Difesa, Guido Crosetto. «Ricordiamo con profonda commozione la strage di Sant’Anna di Stazzema – dichiara Elisabetta Casellati, ministro per le Riforme Istituzionali –. Anche a ottanta anni di distanza, questa tragedia rimane una ferita profonda nella nostra storia e un monito per tutti noi». E il presidente del Senato Ignazio La Russa: «Eccidio di Sant'Anna di Stazzema. Una ferita indelebile, mai più nella storia».

Le reazioni

Parole di condanna per il governo che diserta il luogo dell’eccidio dai deputati Pd Sandro Ruotolo e Marco Simiani («La strage su Sant'Anna è l'abisso della violenza e del male in cui precipita l'umanità in guerra»). La segretaria dem Elly Schlein commenta: «L'eccidio di Sant'Anna è e resta un oltraggio all'umanità, la negazione della dignità e dei valori sui quali si fonda la nostra Costituzione. Continueremo a impegnarci per conservare il ricordo di questa strage non solo per un esercizio di memoria ma perché in futuro mai più possano accadere cose simili».

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