Il Tirreno

Toscana

Dopo il ritrovamento

Tartaruga gigante trovata in Versilia: su cosa indagano gli esperti e il dettaglio della pelle – Video


	La necroscopia sulla tartaruga morta all'istituto zooprofillatico di Pisa
La necroscopia sulla tartaruga morta all'istituto zooprofillatico di Pisa

L’animale della specie Liuto non si trova quasi mai nel mare toscano: le analisi a cura dell’Istituto Zooprofillatico Sperimentale

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PISA. Dopo il ritrovamento, le prime analisi. Il caso è quello della tartaruga gigante recuperata nelle acque della Versilia nella mattina di martedì 6 agosto da una motovedetta della guardia di finanza. L’esemplare appartiene alla specie Liuto (Dermochelys coriacea), ovvero la tartaruga più grande del mondo. 

Eccezionale

La carcassa è stata portata all’Istituto Zooprofilattico di Pisa, che spiega: «Siamo in attesa di conoscere i risultati delle analisi per chiarire le cause della morte della tartaruga, che appartiene a una delle specie di tartarughe marine più rare e affascinanti, nonché la più grande tra tutte le tartarughe esistenti, potendo raggiungere fino a tre metri di lunghezza e pesare oltre 700 chilogrammi». 

Le analisi

«Il personale della sede di Pisa dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana – fa sapere in una nota il Commissario Straordinario dottor Stefano Palomba – è al lavoro per condurre le indagini necessarie a chiarire le cause del decesso dell’animale. Si stanno analizzando campioni biologici prelevati dalla tartaruga per determinare eventuali infezioni, traumi, o segni di altre lesioni riconducibili a cause antropiche». La tartaruga liuto, conosciuta anche come tartaruga gigante, è una specie migratoria che percorre migliaia di chilometri attraverso gli oceani per raggiungere le aree di nidificazione e alimentazione; la sua presenza nei nostri mari è un evento poco comune. Come le altre tartarughe marine è una specie protetta, ed estremamente vulnerabile a molteplici pericoli, tra cui la pesca accidentale, l’inquinamento e la perdita degli habitat naturali. La sua pelle coriacea, che le dà il nome, non è protetta da un carapace rivestito di scaglie cornee come le altre tartarughe, rendendola unica nel suo genere ma anche più esposta a determinate minacce.

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