Gioco
Dopo la morìa di pesci nella laguna di Orbetello arriva la “Madonna dell’acqua lurida”, l’installazione ambientalista
L’artista sull’opera che sarà messa dove il “Molino”: «Voglio attirare l’attenzione sui problemi di questo ecosistema»
ORBETELLO. “La Madonna dell’acqua lurida”, un’installazione “ambientalista” arriva nella laguna di Orbetello, al centro delle cronache per l’enorme morìa di pesci. La scultura comparirà sullo specchio acqueo domani mattina, 10 agosto: sarà collocata vicino al “Molino” spagnolo e vi rimarrà per alcune ore.
L’artista e l’opera
“La Madonna dell’acqua lurida” è una scultura di Federico Soffiato, classe 1971, che ha trascorso la sua infanzia a contatto con la campagna padovana. È uno scultore e un creativo eclettico che ha realizzato progetti di istallazioni d’arte e design utilizzando tecniche tradizionali per esprimere concetti innovativi su temi di vita sociale e politica. In queste settimane la laguna di Orbetello è salita agli onori della cronaca per una grande morìa dei pesci che ha riguardato entrambi i bacini, sia quello di Ponente che quello di Levante. Fino a pochi giorni fa erano stati recuperati oltre 700 quintali di carcasse di pesce. La notizia di questa grande morìa in uno degli ecosistemi più delicati e unici d’Italia è arrivata alle orecchie di Soffiato che ha deciso di portarvi la sua “Madonna dell’acqua lurida”.
Il messaggio
«Ho sentito che non si è trattato solo dell’effetto delle alte temperature ma che fra le cause c’è il fatto che nella laguna arrivino i fosfati. Questo è veramente grave in un ecosistema come quello della laguna di Orbetello. Per questo motivo porterò la mia scultura e la collocherò su una piccola isoletta a poca distanza dal Molino. Un modo per sensibilizzare le persone e per portare all’attenzione di un vasto pubblico quello che succede in un luogo unico come Orbetello». I pesci sono morti per anossia, ossia mancanza di ossigeno dovuto alle alte temperature dell’acqua ma anche per la presenza di tonnellate di alghe che sono alimentate da molti nutrienti che arrivano in laguna. Per questo Soffiato si è mobilitato.
L’idea
«L’idea – spiega l’artista – è nata dalla rabbia che scaturisce dall’impossibilità di poter avere un contatto vero con le acque del mio territorio che fino a qualche decennio fa erano tutte balneabili e ricche di vita. Oggi l’inquinamento prodotto dalle industrie, dall’agricoltura e dall’allevamento intensivo ha avvelenato gran parte dei corsi d’acqua dolce di tutto il mondo. L’idea nata dalla rabbia – aggiunge – ha trovato invece una forma dolce e protettiva proprio nella figura della Madonna. La Madonna dell’acqua lurida è il modo per portare attenzione alla fonte primaria di vita, all’elemento, l’acqua, di cui tutti gli organismi viventi sono composti per almeno il 50%: piante, animali, organismi microscopici».
La denuncia
Soffiato spiega a Il Tirreno il perché abbia scelto proprio questo simbolo per la sua opera di denuncia e di sensibilizzazione. «La scelta di questo simbolo cristiano per esprimere tale scempio – dice – è riconducibile a due motivi principali: il primo motivo è che la Madonna è una figura trasversale nella storia delle religioni e quindi accettata in modo universale, il secondo è che la religione cristiana è la principale religione occidentale. L’occidente capitalistico e consumistico che in nome del progresso e della crescita ha distrutto gran parte del patrimonio naturale a disposizione».
Una scultura, quindi, per rendere consapevoli tutte le persone del mondo della grave situazione in cui versa la salute dell’acqua. Per alcuni giorni, anche a seconda del vento, a Orbetello e nelle zone circostanti l’aria era caratterizzata da un odore acre dovuto alla morìa. Nella scultura la Madonna protegge il proprio figlio tappandogli il naso per non fargli sentire la puzza dell’acqua lurida in cui si trova immersa. Lo scultore invita i cittadini e i turisti ad andare a vedere la sua installazione per accendere i riflettori su tutto ciò che sta distruggendo le acque del nostro pianeta.
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