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Toscana, cosa sono gli ambulatori Pir: quando andarci e quando è meglio il pronto soccorso

Toscana, cosa sono gli ambulatori Pir: quando andarci e quando è meglio il pronto soccorso

Sono pensati per gli interventi rapidi e servono per diminuire la pressione dovuta ai codici minori dei pazienti. Apriranno a ottobre

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Arrivano i Pir, presidi ed ambulatori chiamati a garantire un nuovo servizio sul territorio per la presa in carico tempestiva dei cittadini che presentano problemi di natura non grave ma che richiedono un intervento sanitario rapido. Alternativa, in alcuni casi, ai pronto soccorso. Saranno di tre tipi, ovvero tutti i modelli di cui si discute oggi Italia. Saranno sperimentati a partire da ottobre per sei mesi e saranno un pezzo importante del nuovo modello di assistenza territoriale che la Toscana sta mettendo a terra.

Chi ci lavora e la strumentazione

All'interno opereranno medici delle continuità assistenziale e infermieri, In rete con il personale del dipartimento emergenza urgenza del presidio ospedaliero e medici del dipartimento cure primarie, in collaborazione con i medici di medicina generale: medici e infermieri che nei Pir avranno a disposizione un'adeguata strumentazione, apparecchi per la misurazione dei valori di emoglobina, glicemia, elettroliti ed altri valori del sangue ad esempio, strumenti per test rapidi, farmaci, un elettrocardiografo connesso in rete e un ecografo. A maggio l'Asl Toscana Centro era stata incaricata di progettare l'architettura del nuovo servizio e il progetto ora è pronto, approvato dalla giunta regionale, presentato stamani dal presidente della Toscana Eugenio Giani e dall'assessore al diritto alla salute Simone Bezzini. 

I Pir territoriali avranno la funzione di garantire l'accessibilità e la tempestività delle cure, ma anche la continuità dei percorsi assistenziali. Aiuteranno la presa in carico, con un effetto a cascata, non marginale dunque, sui pronto soccorso degli ospedali. Il 40-42 per cento degli accessi ai pronto soccorso toscani, ricorda il responsabile della direzione sanitaria Federico Gelli, riguarda infatti proprio i codici minori, di cui la metà è costituita da persone che si autopresentano.

I tre tipi di Pir

Si parte dunque da ottobre con la sperimentazione di tutti e tre i tipi di Pir: ambulatori 'da città', di quelli - aperti per dodici ore al giorno - che saranno attivi presso le Case di comunità dei centri più popolati e dove l'accesso avverrà attraverso il medico di famiglia o l'116117; strutture pensate per i presidi sanitari di territori meno popolati e con minor offerta di servizi o a maggior rischio di carenza di medici di medicina generale, dove si potrà accedere direttamente, attraverso i medici di famiglia o l'116117; saranno testati anche gli ambulatori che si intende attivare in prossimità dei pronto soccorso.

Dove sorgeranno

Per il primo tipo di Pir la sperimentazione avverrà ad Empoli presso la Casa di comunità Gino Strada, a Prato presso la Casa di comunità Centro Est, a Pistoia presso la Casa di comunità "Il Ceppo" e a Firenze presso la Casa di comunità delle Piagge. Per testare i Pir di secondo tipo è stato scelto il centro medico avanzato già attivo a Figline. Il terzo tipo di ambulatorio dove condurre la sperimentazione troverà sede presso l'ospedale Torregalli tra Firenze e Scandicci.

Di quali casi si occuperanno

Ma di quali casi, concretamente, si prenderanno carico? Ad esempio di otiti, sinusite, stipsi e diarrea, riacutizzazioni di malati cronici, ferite superficiali non da saturare, rimozione di punti di un precedente intervento, crisi di panico, abrasioni, dolori muscolari e scheletrici, distorsioni del piede o fratture del dito, contusioni, torcicollo o punture di insetti. Si dovrà invece andare al pronto soccorso per dolori al torace, difficoltà acute nella respirazione, mal di testa intenso e inusuale come per qualsiasi sintomo riconducibile ad un disturbo neurologico acuto. Per precauzione, visto che si tratta di sintomi sentinella di patologie più gravi.

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