Gioco
Scuola, in Toscana alla prima campanella mancherà un docente su tre. E a pagare sono gli alunni
Nuove assunzioni molto ridotte rispetto al numero di cattedre vacanti. Emergenza anche nel sostegno: ci sono più insegnanti precari che di ruolo
Procedure estremamente farraginose, concorsi uno dietro l’altro (il primo dei due previsti con i fondi Pnrr non è ancora concluso), cattedre vacanti in numero assai superiore ai posti in palio. E la corsa alle assegnazioni all’ultimo minuto. Un mix esplosivo per la scuola, che tanto per cambiare arriva a poco meno di un mese dall’inizio delle lezioni con una serie di punti interrogativi.
Carenze di prof alla prima campanella
Il primo – anche per importanza – sono i posti per i docenti: la stima della Flc Cgil regionale è che al suono della prima campanella dal 25 al 30% delle cattedre complessive non saranno coperte da un docente di ruolo e quindi si dovranno trovare supplenti: per fare una semplificazione, il primo giorno di scuola potrà mancare un docente su tre. Secondo le stime attuali, le assunzioni di docenti di ruolo saranno poche in Toscana per il nuovo anno scolastico: molto probabilmente poco superiori a duemila per tutte le classi di concorso (si cercherà di spostare quanti più docenti di ruolo sul sostegno), a fronte di un contingente di fatto (docenti, collaboratori Ata, segreterie, dirigenti scolastici operativi sul campo) di quasi 80.000 addetti nella nostra regione, mentre i docenti di ruolo, quelli assunti con contratto a tempo indeterminato, sono 39.000.
«I tempi di assegnazione delle cattedre vacanti saranno molto ristretti – spiega Pasquale Cuomo, segretario regionale del sindacato Flc Cgil –. La responsabilità non è assolutamente dell’Ufficio Scolastico Regionale, che sta lavorando in modo eccellente, ma del ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha fatto un caos pazzesco, ad esempio con il concorso Pnrr (il primo, ndr, il secondo sarà bandito a novembre): le piattaforme con le graduatorie dovevano essere pubblicate i primi di agosto, ma dato che le classi di concorso sono state suddivise per gruppi di regione e gestite da una delle regioni del gruppo, se quella capofila ha avuto qualche problema e ritarda con le graduatorie, tutte le altre dello stesso gruppo devono aspettare. E finirà che le immissioni in ruolo verranno fatte in corsa. All’origine di tutta questa situazione c’è un rallentamento causato dall’eccessiva burocratizzazione del sistema voluto dal ministero».
Concorsi sovrapposti e docenti idonei “scartati”
La congiuntura in cui la scuola viene a trovarsi oggi è con tutte le probabilità unica: nel mezzo di un iper “concorsismo”. Dopo il concorso ordinario abilitante del 2020, che nel 2023 ne arrivano altri due, realizzati con i fondi Pnrr. Siamo al primo, allo stato attuale: quelli che pur risultando idonei (perché hanno superato le prove) non entreranno nella rosa dei vincitori delle cattedre (per le quali valgono anche punteggi pregressi dei docenti) continueranno a essere precari. Come quelli, del resto, che pur avendo superato il concorso del 2020, sono ancora in graduatoria in attesa di un posto fisso. Il paradosso vuole però che i vincitori del (primo, intanto) concorso Pnrr 2023 scavalcheranno i vincitori del concorso 2020 ancora in graduatoria. Molti precari definiscono questa situazione una vera e propria «guerra tra poveri» e a farne le spese, oltre ai docenti, sono gli alunni.
Il caos del sostegno
A fronte dei circa 6.500 posti previsti nell’organico di diritto in Toscana, secondo la deliberazione del 29 luglio scorso, l’organico di fatto, arriva invece sui circa 14.900, oltre ottomila in più, in sostanza, rispetto ai docenti del sostegno con il posto fisso. La stessa forbice, forse un poco più ampia, degli organici generali della scuola toscana. Anche in questo caso, il segretario della Flc Cgil regionale incalza: «Bisogna fare le assunzioni quanto prima, dalle graduatorie Gps di prima fascia e dal concorso Pnrr». Per quanto è dato di sapere, dal 23 agosto partiranno le “mini call” veloci, una modalità attraverso la quale docenti di altre regioni potranno venire a coprire le cattedre scoperte in Toscana.l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
