Sicurezza
Così il caldo anticipa la vendemmia e la Toscana è “divisa” in due. Le zone, le differenze e come incidono le temperature
In alcuni luoghi si è iniziato già a raccogliere: il caso della Maremma e i consigli degli esperti
GROSSETO. La vendemmia ancora è tutta da decidere in Toscana ma in alcune zone si è iniziato già a raccogliere, come in Maremma: a causa delle temperature elevate di luglio infatti la situazione ha iniziato ad evolvere rapidamente. Mentre a Bolgheri c’è un po’ di ritardo, almeno sulle varietà rosse tardive, così come nel Chianti Classico e a Montalcino.
Le zone
«A Bolgheri – spiega Luca Rettondini, enologo in diverse realtà toscane – le invaiature dei merlot stanno finendo, quindi andremo a raccogliere verso la prima decade di settembre. Mentre i cabernet sono indietro. Il caldo forte ha frenato le piante e la mancanza di escursioni termiche rallenta le maturazioni ma per fortuna i terreni sono freschi. Nel Chianti siamo ancora indietro: si andrà ancora più avanti, cominceremo a vendemmiare a cavallo tra settembre e ottobre, lo stesso a Montalcino. A meno che non cominci a piovere in maniera importante».
La Maremma
«Speriamo che con il mese di agosto si allentino le temperature e si verifichino escursioni termiche sensibili – spiega Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana – essenziali per mantenere la qualità dell’uva, che al momento si preannuncia ottima ma solo tra un mese avremo la situazione davvero chiara».
Le differenze
L’andamento non è proprio omogeneo tra il nord e il sud della provincia grossetana: nelle aree più settentrionali, la raccolta è solo leggermente anticipata rispetto alle previsioni, invece scendendo verso le zone meridionali, si riscontra un anticipo più marcato, di circa 10-12 giorni rispetto agli anni precedenti. In particolare, nella zona di Capalbio, la vendemmia delle basi spumante inizierà in questi primi giorni di agosto. Successivamente, seguiranno le varietà precoci, a partire da chardonnay, viognier e merlot. Nel mese di luglio lo scarto termico tra giorno è notte è stato limitato e le temperature minime si sono mantenute piuttosto elevate pur senza bloccare l’attività vegetativa delle piante, il che ha accelerato l’invaiatura e creato le condizioni per un anticipo di vendemmia.
Lo stato dell’uva
«Al momento possiamo stimare un aumento di quantità rispetto allo scorso anno. Lo stato dell’uva è buono, perché nel periodo primaverile e di inizio estate, quando le piogge si sono alternate con una certa regolarità – racconta il direttore del Consorzio di Maremma, Luca Pollini, dopo il confronto con alcuni soci – i viticoltori sono intervenuti con tempestività ed efficacia, facendo tesoro dell’esperienza dello scorso anno con il risultato di uno stato fitosanitario sotto controllo».
Grazie alle abbondanti piogge primaverili e di inizio estate non si segnalano particolari problemi di siccità anche con un mese di luglio senza precipitazioni e decisamente caldo. Inoltre, le precauzioni di ordine agronomico adottate dai viticoltori, che si sono avvalsi del supporto offerto dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, con potature verdi oculate indirizzate all’ombreggiamento dei grappoli per proteggerli da scottature e caldo eccessivo, stanno preservando la qualità della produzione.
Bolgheri
A Bolgheri il lavoro in vigna è stato impegnativo, come spiega Giacomo Satta, dell’omonima cantina. «Abbiamo avuto una primavera fredda e piovosa – racconta - che ci ha impegnato molto nella lotta alle malattie fungine come peronospora e oidio. L’uva però è molto bella e abbondante con le piante che non si presentano ancora in stress idrico. Aspettiamo di vedere come va agosto e poi potremo iniziare a tirare qualche somma. Per il momento la stagione fa ben sperare e siamo addirittura filo in ritardo».
«La stagione in alcune parti della Toscana è partita con anticipo – spiega l’enologo Emiliano Falsini che opera in diverse realtà toscane ed italiane -, e questa situazione si è mantenuta per larghi periodi della stagione. Sulle varietà precoci sia bianche che rosse si nota un certo anticipo quantificabile in 10-15 giorni mentre le varietà più tardive come cabernet sauvignon, cabernet franc e sangiovese per effetto delle alte temperature delle ultime settimane, paradossalmente si è rallentato la maturazione e si sta rientrando nei tempi classici delle ultime annate».
Il raccolto
E come sempre più negli ultimi anni a regalare un buon raccolto sarà la gestione oculata e precisa della campagna. «La differenza – continua Falsini - è molto evidente su chi ha saputo gestire i terreni a livello agronomico e sempre più fondamentale è la possibilità di irrigare i vigneti in momenti di carenza idrica. La Toscana rispetto a molte altre regioni la considero fortunata perché mentre al nord le abbondanti piogge primaverili hanno, in molti casi, condizionato lo sviluppo dei vigneti, al sud la siccità sta’ mettendo a dura prova i viticoltori con anticipi anche di 20-25 giorni rispetto allo scorso anno. È una situazione che vede a mio avviso il nord alle prese con una stagione per larghi tratti piovosa e il centro sud con alte temperature e carenza idrica. La Toscana e Bolgheri, nel dettaglio, da questo punto di vista, sono abbastanza fortunate perché alcune piogge di giugno hanno mantenuto la vegetazione attiva fino ad oggi. Mancando ancora 30-40 giorni, almeno alla raccolta delle varietà medio-tardive, sarà necessario sperare in qualche altra pioggia per mitigare il caso e reidratare i vigneti, se ciò avverrà la vendemmia si potrebbe prospettare molto interessante».
Altre zone
Anche a Riparbella a La Regola, in Val di Cecina, si cominciano a tirare le fila. «Questa annata rispetto allo scorso anno per la nostra realtà non presenta criticità, né malattie, come la peronospora, che fanno ben pensare ad una buona vendemmia – dichiara Flavio Nuti –. Se non ci sono interruzioni temporalesche procederemo alla raccolta delle uve bianche per la base spumante appena dopo Ferragosto. E così man mano che avremo la maturazione fenolica ottimale. La Val di Cecina e la zona di Riparbella – aggiunge – godono di un microclima più fresco rispetto a quello della Costa e questo ci permette di evitare anticipi vendemmiali che andrebbero a discapito della qualità sia delle uve bianche che delle uve rosse. E questo fattore in tema di cambiamento climatico aiuta e non poco».
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