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Nuove specie aliene nel mare toscano: quali sono, da dove arrivano e i rischi per la salute
I ricercatori Ispra hanno censito 32 esemplari grazie a segnalazioni dei cittadini: ecco tutto quello che c'è da sapere per evitare spiacevoli sorprese
Ci sono sempre più inquilini alieni nel nostro mare toscano, ti tuffi e puoi incontrarli: alga, pesce, gambero, medusa, la rassegna è vasta. Attenzione, perché almeno tra le meduse, alcune sono classificate come molto urticanti; tra i pesci c’è il “coniglio” che ha spine velenose, c’è il granchio blu che distrugge e divora tutto quello che trova; tra le alghe ci sono quelle, come la caulerpa, che proliferano a dismisura, crescono in altezza fino a venti centimetri e finiscono per rappresentare un pericolo per le reti da pesca.
Le nuove specie
Di nuovi specie aliene nel Mediterraneo, arrivate dal canale di Suez e dallo stretto di Gibilterra, agevolate dai cambiamenti climatici e dal riscaldamento delle acque del mare, i ricercatori dell’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ente pubblico di ricerca italiano) ne hanno censite trentadue, e le hanno riunite in un opuscolo appena uscito e già in via di divulgazione, un aggiornamento alla prima uscita del 2021. Un’iniziativa di citizen science, tiene a precisare la dottoressa Manuela Falautano, ricercatrice Ispra e autrice della pubblicazione insieme al collega Luca Castriota: una scienza in cui interagiscono le persone comuni. Infatti, tutto è partito dalle segnalazioni dei cittadini che a vario titolo – pescatori, semplici bagnanti, subacquei – hanno inviato all’Ispra foto e informazioni delle “strane” specie in cui si sono imbattuti. «I pescatori addirittura – spiega la ricercatrice – ci hanno inviato esemplari congelati. La citizen science è uno strumento utilissimo che ci aiuta a individuare e studiare specie aliene, alcune anche pericolose per gli umani, perché tossiche al consumo o dannose per la salute. Il problema delle specie aliene – prosegue – è sempre più rilevante negli ultimi anni. Due anni fa, grazie a una segnalazione, potemmo studiare e classificare la caravella portoghese, un idrozoo (celenterato d’acqua marina o dolce, ndr) molto urticante».
Le segnalazioni
Molte segnalazioni, conferma la dottoressa Falautano, sono arrivate anche dai “cittadini- collaboratori” delle coste toscane, dove la specie aliena sicuramente più presente, «è quella del granchio blu, anche se l’area marina in cui prolifera di più è il mare Adriatico, dove sta distruggendo le mollusco-colture, ma anche il pesce flauto e l’alga calerpa. Una volta che abbiamo individuato le specie, le studiamo per capire se sono di passaggio o se possono formare popolazioni stabili: noi monitoriamo se trovano le condizioni per riprodursi. Tutto questo, ribadisco, è possibile solo grazie all’aiuto dei cittadini, che non finiremo mai di ringraziare e che invitiamo a continuare a inviarci foto e segnalazioni».
Come arrivano
«I cambiamenti climatici e il surriscaldamento dell’acqua – prosegue Falautano – favoriscono l’ingresso delle specie aliene, il cui primo motore però sono le attività antropiche», cioè legate all’opera dell’uomo. Infatti i primi esemplari, che poi possono proliferare nelle acque di tutto il bacino del Mediterraneo, sono di norma, illustra sempre la ricercatrice, trasportati dalle acque di zavorra, cioè le acque imbarcate dalle navi, ma anche dall’acquacoltura, o attraverso il canale di Suez e lo stretto di Gibilterra». E una volta introdotte nel Mediterraneo cercano le condizioni migliori per insediarcisi».
L’elenco degli alieni
Caulerpa a grappoli (alga), caulerpa (alga), medusa capolvolta, medusa nomade, medusa a pois, caravella portoghese, lepre di mare dagli anelli, melibe, granchio crocifisso, granchio blu, granchio blu del Mar Rosso, granchio cinese, canocchia di Massawan, pesce sergente, pesce chirurgo, cernia atlantica dai pallini blu, murena orientale, triglia coda striata, triglia dorata, triglia del Mar Rosso, pesce gatto dei coralli, monacanto reticolato, pesce palla maculato, pesce porcospino punteggiato, pesce rospo maculato arancione, pesce scorpione, pesce coniglio scuro, pesce coniglio marezzato, pesce pietra, pesce flauto, pesce flauto rosso, mezzobecco.
I nomi e la pericolosità
Caulerpa a grappoli (in foto in alto a sinistra). Alga verde indopacifica presente in praterie compatte o mista ad altre alghe, su fondali rocciosi e ai margini delle praterie di posidonia; può accrescersi formando un reticolo e intasare le reti di pesca.
Caravella portoghese (in foto in alto al centro). Viene dall’Atlantico, è un idrozoo. Dalla sacca galleggiante lunga fino a 20 cm, color azzurro-violacea, con sopra una cresta, escono tentacoli lunghi anche decine di metri, molto urticanti.
Medusa capovolta (in foto in alto a destra). Medusa tropicale, vive in acque basse e calme, sul fondo con i tentacoli verso l'alto. Rinvenuta anche in aree portuali. Raggiunge un diametro di 30 cm; è leggermente urticante.
Pesce coniglio scuro (in foto in basso a sinistra). Viene dal Mar Rosso, ha colore variabile, prevalentemente scuro; lungo fino a 30 cm. Vive nella zona costiera, specie nei substrati rocciosi. Ha spine sulla pinna dorsale che causano dolorose punture.
Granchio blu (in foto in basso al centro). Dall’Atlantico, il carapace è largo fino a oltre 20 cm, color grigio-bruno-verdastro con lunga spina ai lati, zampe azzurre e chele taglienti blu. Vive su fondali sabbiosi, in acque costiere, estuari, fiumi. Predatore vorace.
Pesce flauto (in foto in basso a destra). Dal Mar Rosso, corpo allungato, muso tubulare e un filamento terminale che parte dalla pinna caudale. Color grigio o bruno-verdastro, spesso con striature. Vive in fondali rocciosi. Lungo fino a 160 cm.
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