Il Tirreno

Toscana

L’intervista

Andrea Bocelli e i 30 anni di carriera: i sogni da bambino, il ruolo del padre e l'importanza della moglie Veronica

di Sabrina Chiellini

	Andrea Bocelli
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Andrea Bocelli

Al Teatro del Silenzio di Lajatico i tre concerti per celebrare il tenore: tra super ospiti e orgoglio, il maestro si racconta

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Sotto il cielo della Toscana dove è nato e cresciuto, tra i suoni e i profumi delle colline della Valdera. Ci siamo: Andrea Bocelli festeggia i 30 anni di carriera a Lajatico, nel suo Teatro del Silenzio. Tre i concerti evento domani (lunedì 15), il 17 e il 19 luglio.

Star da tutto il mondo sono in arrivo nel paese natale del tenore che accoglierà 10mila spettatori a sera. Tra i protagonisti dell’evento Ed Sheeran, Brian May, Will Smith, Johnny Depp, Russell Crowe, Placido Domingo, Jose Carreras, Lang Lang, Jon Batiste, Zucchero, Eros Ramazzotti, Elisa, Tiziano Ferro, Laura Pausini, Shania Twain, David Foster, Matteo Bocelli, Nadine Sierra, Sofia Carson.

Trent’anni di carriera sono un evento speciale: lo avrebbe immaginato agli esordi?

«Agli esordi fantasticavo di avere un piccolo ruolo in una produzione lirica o di farmi ascoltare in TV. Quando l’immaginazione era fervida al punto da forzare il buonsenso, di cantare a Sanremo! Fare della musica una professione, per un ragazzo di campagna come me, era obiettivamente una sfida dall’esito incerto… In realtà, dai più era considerata una chimera. La realtà ha superato ogni sogno più roseo».

Ripensando al passato, chi incontrerebbe di nuovo?

«Mio padre, che ci ha lasciati troppo presto. Anche solo il tempo per un abbraccio». Quest’anno il Teatro del Silenzio fa le cose più in grande del solito. Quanto è orgoglioso di questo?

«Sono contento ma anche un po’ preoccupato, perché eventi di simile portata comportano una complessità – organizzativa e logistica, oltre che artistica – che fa tremare le vene ai polsi. Mi riempie di gioia, in verità, pensare che la mia Lajatico accolga artisti del calibro di Placido Domingo e José Carreras, di Ed Sheeran e Johnny Depp, di Russel Crowe e Will Smith, e decine di ulteriori nomi eccellenti».

Ci saranno anche i suoi figli, Matteo e Virginia, che seguono le sue orme. Apriranno con lei il concerto?

«Ci saranno tutti e tre! Anche Amos, il primogenito, che di professione è ingegnere aerospaziale, ma che è anche pianista, in quest’occasione speciale sarà con noi, sul palco».

Ci sarà anche sua moglie Veronica. Quanto è importante nella sua vita oltre che per la sua carriera?

«Veronica è la mia sposa, la compagna della mia vita, è amante ed amica, oltre che mio braccio destro. È entrata nella mia vita quando aveva poco più di vent’anni: mi ha conosciuto già artista di successo, tuttavia il suo ingresso ha portato ad una sostanziale accelerazione ed amplificazione del mio lavoro. Assetata di mondo e di conoscenza, si è messa in gioco con tutte le sue forze e capacità, fin dal primo giorno, quando al mio risveglio la trovai a stirare i panni che aveva scorto in lavanderia. Abbiamo combattuto insieme, abbiamo affrontato il vento a mani aperte. Devo molto a questa donna straordinaria, alla mamma di Virginia, a colei che tanto mi ha aiutato e sostenuto nella mia attività professionale, a colei che ha fatto crescere anche i miei primi due figli, con un amore, una passione, una determinazione che difficilmente persino una madre naturale sa offrire. Oggi, dopo oltre vent’anni, Veronica seguita a creare armonia e dispensare energia positiva, ad essere un punto di riferimento imprescindibile in seno alla famiglia».

Per alcuni ospiti si tratta di un ritorno sulla scena di Lajatico. Che cosa pensano del suo Teatro del Silenzio?

«Sarebbe forse più opportuno chiederlo direttamente a loro. Però, è vero, ci sono alcuni “ritorni” eccellenti… Ci stiamo avvicinando (il prossimo anno, ndr) alla ventesima edizione di questa scommessa un po’ folle e intrigante, che è riuscita a tramutare una conca naturale tra le colline della Valdera in un provvisorio, ma incantevole e incantato, spazio teatrale… Una sfida vincente, e soprattutto un omaggio al territorio dove sono nato e cresciuto.

Ha ancora un sogno da realizzare? Se sì, quale?

«Vivere in un mondo senza più guerre… Sarebbe meraviglioso. E poi, più prosaicamente, sogno che il buon Dio mi conceda, fino a quando vorrà, di proseguire in questa straordinaria avventura che è la vita, permettendomi di invecchiare insieme a mia moglie e alla nostra discendenza, avendo la gioia di cantare ancora, e di farlo, un giorno, per i figli dei miei figli». 

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