Sicurezza
Lavoro, bocciata la patente a punti: «Non garantisce sicurezza»
Gambassi (Cgil): l’azienda rimane attiva in caso di incidenti mortali
La patente a punti non risolve il problema della sicurezza nei cantieri: per raggiungere questo obiettivo è necessario alzare la qualità delle aziende. È la tesi su cui convergono il sindacato Fillea Cgil, con la segretaria regionale Alessia Gambassi, e l’associazione nazionale costruttori edili (Ance) toscana con il suo presidente Rossano Massai. Una bocciatura in pieno. Servono provvedimenti veri, coraggiosi ed efficaci per tutelare i lavoratori: da inizio anno hanno perso la vita mentre lavoravano, in Toscana, in vari comparti produttivi, 37 persone.
«La patente a punti per le imprese edili – spiega Gambassi – non è fatta per una politica di selezione delle imprese. Noi avevamo chiesto che avesse una funzione di qualificazione delle aziende e non sanzionatoria, che si puntasse a valorizzare le imprese attente alla sicurezza. Invece si basa solo sui punti; parte da trenta crediti, ma si può ottenerne fino a cento. Ne vengono detratti venti per un incidente mortale sul lavoro, quindici per un incidente che causa invalidità permanente. Ma non è previsto, né in caso di incidenti gravi né mortali che l’attività dell’impresa venga sospesa; anche se si verifica un incidente mortale plurimo l’azienda continua a lavorare, l’ispettore non può sospenderne l’attività». Il sindacato degli edili della Cgil aveva chiesto, piuttosto, come priorità, «che si investisse in risorse per potenziare i controlli sui cantieri. Provvedimento che ha preso la Regione Toscana, finanziando un progetto per aumentare la vigilanza sui cantieri edili grazie a un aumento di ispettori e visite. Tra le nostre richieste – prosegue – c’è anche il riconoscimento ai rappresentanti dei lavoratori, affinché vengano più coinvolti nel processo del lavoro e possano quindi intervenire per motivi di sicurezza». E poi gli altri punti su cui Gambassi conclude: la necessità «di diffondere una cultura della sicurezza fin dalla scuola e il riconoscimento dell’aggravante di omicidio sul lavoro per assicurare certezza della pena e tutelare i familiari delle vittime nel processo e nel patrimonio. È necessaria anche una procura specifica che si occupi di incidenti sul lavoro».
«La patente a punti – è dell’avviso il presidente di Ance Toscana – può sortire qualche effetto, ma interviene dopo che l’incidente è accaduto. Possono accadere incidente in cui l’azienda non c’entra, ad esempio se un operaio non si mette il casco. In questi casi possono scattare ricorsi, i tempi sono lunghissimi per definire le responsabilità. La bozza di decreto della patente a punti dice che per recuperare i punti perduti bisogna frequentare corsi: chi li fa per adesso non lo sappiamo». Per Massai e la categoria che rappresenta, le priorità sono altre: «Chiediamo prevenzione e ditte qualificate sui cantieri. Per partecipare agli appalti pubblici serve la certificazione Soa, ma per un appalto privato basta avere una ditta, aperta anche il giorno precedente, senza alcuna esperienza. Come associazione, insistiamo a dire che dove ci sono imprese qualificate ci sono meno incidenti. Le ditte – sottolinea – vanno qualificate fin dalla loro apertura. Chi le avvia deve avere una qualifica di partenza, poi via via potrà svolgere lavori sempre più importanti: questo è il nostro concetto di sicurezza. Siamo contrari agli appalti al massimo ribasso secco: per tagliare i costi, si taglia la sicurezza».
Infatti Ance chiede che «negli appalti pubblici sia stabilita una somma per le opere di sicurezza nel cantiere, ma la percentuale non deve essere sottoposta a ribasso, bensì modulata in base al tipo di cantiere: è molto diverso l’intervento sulla sicurezza per il rifacimento di manto stradale e per la costruzione di un grattacielo». Inoltre, conclude Massai, «rivendichiamo la necessità che il coordinatore della sicurezza sia inserito nella fase di progettazione, per vigilare che i progetti da realizzare non siano troppo pericolosi». E chiude sull’importanza di avere «più ispettori e visite serie sui cantieri. Bisogna verificare i contratti degli operai, le attrezzature di cui dispongono, tutte le cose che contano».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
