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Niente bischerate, c’è la Spagna: serve l’Italia vestita a festa

Niente bischerate, c’è la Spagna: serve l’Italia vestita a festa<br>

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i Massimo Sesena

Dopo aver sentito e letto le dichiarazioni del Ct alla vigilia di Italia-Spagna, la domanda è una sola e non riguarda la formazione. Piuttosto: cos’altro inventerà Spalletti per caricare di significato un eventuale turno a eliminazione diretta. Il dubbio sorge spontaneo perché davvero alla vigilia di questo match controle furie rosse, Spalletti ha voluto toccare tutti i tasti dell’emotività, con l’obiettivo di caricare i suoi, certo, ma anche finendo per caricare noi di aspettative.

Sperando di non scendere sul campo di Gelsenkirken con la bischerata in canna, c’è davvero da attendersi la migliore Italia, quella che non ha paura di sporcarsi il vestito di Armani (tanto, pensano i più, non è che si farebbe un gran danno) per dirla con il Ct.

E la deduzione arriva proprio da quello che si aspetta lo stesso selezionatore azzurro. Il punto allora è il seguente: basterà, anche senza la bischerata, la squadra che ha regolato l’Albania all’esordio, o serviranno degli aggiustamenti? Il vecchissimo adagio “Squadra che vince non si cambia” vale anche quando si cambia– e di parecchio – l’avversario? Perché con tutto il rispetto, la volitiva Albania non vale certo la squadra di De La Fuente.

I pregi della Spagna

Del resto, è stato lo stesso ct azzurro a sottolineare i pregi della Spagna, anche solo per far leva sui nostri punti di forza. «La Spagna – ha detto Spalletti – è forte perché ha una propria identità di gioco e la propone sempre. Noi dobbiamo fare come loro, sia pure con le nostre caratteristiche». Caratteristiche che, Spalletti lo sa bene non sono le stesse delle furie rosse e anche se non lo dice, anche se ricorre al suo periodare volutamente ricco di incisi e subordinate, alcuni difetti emersi nel match con l’Albania e poi cancellati dalla vittoria, andranno necessariamente evitati.

I dubbi del Ct

Ecco allora che torna il rovello? Dovrà cambiare la formazione che questa sera affronterà la Spagna? Il Ct non scopre le carte ma è possibile che ci sia qualche novità. Forse in difesa, dove i movimenti di Morata potrebbero creare gli spazi per il baby fenomeno Lamine Yamal, che magari non ha ancora imparato che ogni tanto deve tornare, ma negli ultimi 25 metri può essere letale. Trovare un marcatore per questo ragazzino che si è portato i compiti di scuola in ritiro, ma sa benissimo quali sono i suoi compiti in campo non è facile.

Un altro tasto su cui Spalletti ha picchiato nella conferenza stampa della vigilia è quello del collettivo. Del resto, è scritto negli astri di questa nazionale azzurra, senza primedonne nè top player (Spalletti lo ha ribadito ancora una volta) si può vincere soltanto con una prova collettiva.

Eppure, volendo provare a giocare in anticipo questa partita, non si può non notare come anche questo match potrebbe decidersi lì nel mezzo, dove da un Barella in gran spolvero ci si aspetta che canti e porti la croce, ma dove c’è anche un Jorginho che continua a mostrare una mercanzia ormai buona per i mercatini di antiquariato. Con l’Albania ha giocato come sa fare ormai da anni. Piccolo (o piccolissimo) trotto, pochi passaggi sbagliati ma tutti in orizzontale e nessuna di quelle verticalità evocate anche ieri da Spalletti.

A ciò si aggiunga una dormita indiscutibile sul gol di Bajirami, favorito sì da una bischerata di Di Marco, aggravata però dall’adesione dell’oriundo al movimento economico del 700 francese del Laissez-faire laissez passer.

I nostri dubbi sul numero 8 azzurro, le certezze dei suoi sostenitori hanno comunque ancora poche ore di vita. Al fischio d’inizio , il nostro centrocampista si troverà di fronte l’omologo spagnolo, Rodri, considerato uno dei migliori al mondo nel suo ruolo. E vedremo se sia stato giusto insistere o se non sarebbe il caso di cambiare.

Arbitro portafortuna

Chiudiamo con l’arbitro designato che mantiene viva la tradizione che vuole che in questo Europeo non se ne trovi uno normale. Dopo il fischietto del match con l’Albania che fu invischiato in una combine, ecco a voi Slavko Vincic cui l’Italia ha già fatto bene ma che nel suo armadietto ha persino un arresto. Finì in una retata antidroga della polizia, ma alla fine ne uscì pulito riuscendo a dimostrare che era lì per sbaglio. L’auspicio è che non si trovi stasera ad arbitrare per sbaglio.l



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