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Furti nelle auto, boom in Toscana: i pezzi più ricercati dai ladri, le città più pericolose e le "regole" del mercato nero

di Ilenia Reali e Giovanni Medici
Auto svaligiate dei ladri in Toscana
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Auto svaligiate dei ladri in Toscana

Quattro grandi centri urbani della regione inseriti nella top ten per i raid sui veicoli: ecco l'elenco completo e il sistema utilizzato dai malviventi per fare affari

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«Ho una Panda nel piazzale a cui è rimasta solo la scocca. Sono andata a prenderla lungo una strada a Pistoia perché non c’era più nulla: sedili, motore, paraurti. Tutto smontato e portato via. È un’auto rubata ancora non si è risaliti al proprietario». Il piazzale è quello di Leonardo Marcogiuseppe dell’Officina “Autostrada” a Pistoia che con il carroattrezzi recupera le auto in panne o incidentate. Ma non solo. «Fino a qualche tempo fa – racconta – avevano preso di mira le Bmw. Smontavano i cruscotti e gli airbag. Ora no, rubano le auto intere e le smontano pezzo per pezzo. Spesso per non lasciare traccia poi danno fuoco a tutto quello che rimane. Ne ho presa una giusto una settimana fa, cannibalizzata e poi bruciata. Parlando coi colleghi è emerso che ora fanno così: rubano le auto, le smontano e poi le danno alle fiamme».

Il boom in Toscana

Nella classifica redatta dal Sole 24 ore al primo posto delle città italiane per furto di pezzi di ricambio di auto nelle auto in sosta c’è Prato con 514 denunce ogni 100mila abitanti (i dati sono riferiti al 2022). Nella top ten arrivano subito le altre città toscane. Nei primi dieci posti della classifica pubblicata dal quotidiano economico e redatta ogni anno ci sono anche Pisa al quarto posto (342 denunce ogni 100mila abitanti, Livorno (316) al quinto, Firenze (291) al sesto. Lucca invece è al quindicesimo posto ma con un aumento dei furti del +4%, seconda solo a Pisa che nel 2023 è cresciuta del +6%. Nelle prime dieci posizioni ci sono anche Milano, Roma, Rimini, Modena e Catania ma tutte con il segno meno tranne Bologna, decima, con un aumento delle denunce dell’1%. Le altre toscane sono invece più in basso: Massa Carrara al ventiquattresimo posto, Grosseto al 36esimo, Pistoia al 44esimo e Arezzo al 50esimo. La maggior parte dei furti sarebbero commessi dalla criminalità organizzata: bande che lavorano a tale velocità da smantellare le auto in brevissimo tempo, nottetempo.

L'ultimo raid

Proprio com’è accaduto in un quartiere di Prato dove in una notte i ladri hanno rubato su tutte le auto in sosta lungo una strada. Per gli inquirenti non ci sono dubbi che si tratti di furti su commissione e che dietro ci sia la criminalità organizzata: durante un’indagine coordinata dalla procura della Repubblica di Torino ha permesso di sgominare una banda specializzata che faceva riferimento a persone attive nella vendita di ricambi su varie piattaforme web. Secondo il Codacons un’auto su quattro delle 1,8 milioni circolanti a Roma nell’ultimo anno ha subito un furto mentre era parcheggiata in strada, ma anche all’interno dei garage condominiali e privati. Una ricerca dell’Aiped (Associazione italiana periti estimatori di danni), ha messo in cima alla classifica dei pezzi di ricambio per auto più rubati proprio le batterie al litio che alimentano i veicoli elettrici, con un danno per il proprietario della vettura che può sfiorare i 10.000 euro.

I pezzi più rubati e il mercato nero
Oltre alle batterie, gli altri cinque ricambi più rubati sono videocamere, paraurti, fari, cerchi in lega, marmitte catalitiche e recentemente anche parti degli specchietti. E i furti sarebbero aumentati, sempre secondo questa associazione, del 30% nel 2023. Silvano Prosperi è il presidente dei carrozzieri e meccanici di Cna Toscana. Ed anche lui solleva non pochi dubbi sulla situazione anche alla luce della denuncia, fatta nei mesi scorsi dalle associazioni di categoria, sull’aumento dei premi assicurativi dovuta proprio alla speculazione in atto sui prezzi di ricambio. «I pezzi di ricambio delle auto – dice Prosperi – hanno prezzi esorbitanti. A me risultano numerosi furti di auto ma che ci sia un mercato nero di ricambi è oggettivo. Ci sono persone che vengono da me o dai colleghi carrozzieri già con i ricambi, oggetti seminuovi comprati online: da dove arrivano questi pezzi? Chi sono i venditori?». Le associazioni di categoria sono sul piede di guerra strette tra il mercato nero e quello ufficiale con prezzi elevati ma anche nessuna scadenza certa per l’arrivo dei pezzi di ricambio. A Livorno Daniele Cordoni della Carrozzeria Labronica invece non ha notato un aumento dei furti di pezzi di ricambio semmai delle targhette con le scritte del modello dell’auto. Un furto che sembrerebbe inutile se non fosse una moda. «Non credo si tratti di criminalità ma di una moda dei ragazzini, ho visto che ricostruiscono con le lettere parole e frasi e poi le attaccano sui loro scooter».

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