Sicurezza
Sobrero, amico di Nobel e grande conoscitore delle piante medicinali
Fu un chimico geniale ma non solo
Ecco le riflessioni dei lettori pubblicate sull’edizione cartacea di domenica 16 giugno, nella pagina dedicata al filo diretto con il direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci. “Dillo al direttore” è l’iniziativa che permette alle persone di dialogare direttamente con Cristiano Marcacci, attraverso il canale WhatsApp (366 6612379) e l’indirizzo mail dilloaldirettore@iltirreno.it.
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di Ciro Vestita*
Esiste il premio Nobel per la fisica, per la chimica ma non per la matematica. Il motivo? Molto banale: una crisi di gelosia di Alfred Nobel verso il famoso matematico svedese Gosta Mittag Leffler che aveva avuto una relazione con sua moglie. Va beh... succede. Ma se era geloso della sua donna non lo era della sua scienza visto come trattò il collega torinese Ascanio Sobrero. Nel 1865 Nobel non riusciva a chiudere il cerchio sulla sua creatura, la dinamite, da lui ideata per creare senza fatiche nuove gallerie così da facilitare il trasporto ferroviario. La dinamite era troppo instabile esplodendo anche con minime scosse; Nobel si rivolse quindi al suo amico, il chimico torinese Ascanio Sobrero, che da poco aveva inventato una forma più stabile di nitroglicerina. Alfred Nobel riusci a completare la sua opera ma, come tutti sappiamo, la direzione della dinamite fu presto ben altra; non per costruire gallerie ferroviarie e scavare nuove miniere, ma massacri in trincee nemiche crollate sotto la potenza dirompente del nuovo esplosivo.
Alfred, per scusarsi di tutto ciò con l'umanità, creò un premio, appunto il Nobel, dedicato a tutti coloro che si fossero distinti nella corsa verso la civiltà e il progresso (tranne che in matematica, ahimé). Non solo: Nobel ringraziò davanti all'Accademia di Svezia il suo collega Ascanio donandogli un cospicuo vitalizio. Ma Sobrero era un genio anche su altri versanti scientifici. Sua infatti l'invenzione di una sostanza capace di fluidificare il catarro bronchiale, che in suo nome fu chiamata Sobrerolo.
Questa sostanza è ancora ampiamente usata al giorno d'oggi. Sobrero era anche un grande conoscitore delle piante medicinali; spesso consigliava decotti di salvia e rosmarino contro le patologie infiammatorie. E aveva ragione: recente la scoperta in queste due piante di una sostanza chiamata Carnosolo, capace addirittura di fare profilassi contro le patologie tumorali. Usiamo quindi in generose dosi salvia e rosmarino, anche in zuppe e minestre. Saranno per noi un toccasana.
(* Medico fitoterapeuta e volto noto di RaiUno)
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