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Elezioni, ultimatum di Giani a Saccardi: «Mi aspetto che appoggi Funaro a Firenze»
Il presidente della Toscana avvisa la renziana e Matteo Renzi dopo il flop elettorale di Stati Uniti d’Europa e della lista della vicepresidente regionale alle comunali di Firenze. Il messaggio sembra un aut aut sulla permanenza di Italia viva in giunta
FIRENZE Se non è un ultimatum poco ci manca. "Mi aspetto, ma lo dico con grande serenità, che Stefania Saccardi dia il prima possibile un'indicazione chiara per Sara Funaro. Mi aspetto un sostegno forte. Dobbiamo pensare adesso a una sola cosa, al voto di domenica 23 giugno". Con grande serenità, Eugenio Giani lancia uno “state sereni” a Stefania Saccardi e a Matteo Renzi. Rinfocolato dalla fiammata schleiniana del partito alle Europee, il presidente ora cambia linea. Niente più premure e delicatezze nei confronti dell’ex premier e della vicepresidente regionale. Ora che il leader di Italia viva non può più pretendere di fare da ago della bilancia, arriva un messaggio che sembra un aut aut: o c’è un appoggio esplicito dei centristi a cominciare dalle comunali di Firenze o la poltrona della renziana nella giunta regionale è a rischio.
Un’uscita che arriva durante un’intervista a Controradio, ma che il governatore ha concordato con i vertici del Pd toscano. Già ieri il segretario regionale Emiliano Fossi, insieme al responsabile enti locali Stefano Bruzzesi e al responsabile organizzazione Andrea Giorgio si sono visti con il governatore a Palazzo Strozzi Sacrati. E la linea è stata netta: “Eugenio, basta concessioni a Renzi”. Così, incalzato dai conduttori sul nodo delle alleanze, il governatore si fa ancora più esplicito sul comportamento che, a suo avviso, dovrebbe tenere la vicegovernatrice della Toscana, Stefania Saccardi (Iv), che al primo turno ha corso in autonomia raccogliendo il 7%: "Non entro nella dialettica fra le forze politiche, non è mio potere e non sarebbe corretto - precisa Giani - è un lavoro che fa il partito, ma voglio che Sara Funaro sia sostenuta esplicitamente dalle forze del centrosinistra che mi sostengono e quindi dalle persone che appartengono a queste forze, in particolare dalla mia vicepresidente".
E ancora: "Io vorrei che la Toscana che vince con un chiaro indirizzo di centrosinistra non si frammentasse e non creasse un dibattito troppo partiticizzato. Dobbiamo essere uniti ed ascoltare le posizioni di ciascuno e lavorare insieme”. Non solo: "Rispetto i ragionamenti di Dario Danti", segretario di Sinistra italiana in Toscana, "e da Lorenzo Falchi", sindaco di Sesto Fiorentino, che hanno chiesto di prendere atto della sconfitta di Italia viva alle amministrative per Firenze, ma "voglio ricordare che quando ho costituito la giunta nonostante la Sinistra di cui loro erano i rappresentanti, non avessero raggiunto neanche un Consigliere regionale eletto, io ho voluto un assessore di Sinistra”.
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